Omofobia, vergogna Casa Pound: "Dominique Venner (lo storico anti-gay) è un martire"

Lo storico Dominique Venner si è suicidato dopo l'approvazione dei matrimoni gay e Casa Pound grida al martirio: una vergogna tutta italiana

omofobia Casa Pound continua il suo vergognoso attacco agli omosessuali assieme ai gruppi di estrema destra, che recentemente hanno fatto discutere tutti per i vergognosi messaggi scritti sulle mura del Liceo Socrate di Roma e su quelle del circolo “Mario Mieli”, grande punto di riferimento per il mondo LGBT della capitale.

Sembra assurdo che in un Paese del Terzo Millennio succedano ancora avvenimenti del genere, ma se si pensa che tali attacchi provengono da fascisti e presunti tali farsene una ragione è d’obbligo (per fortuna, rappresentano solo una inutile ma fastidiosa minoranza e in quanto tale si spera siano destinati a estinguersi).

Cosa è successo esattamente? Dopo il suicidio di Dominique Venner, storico francese che si è tolto la vita nella cattedrale di Notre Dame una volta avvenuta l’approvazione dei matrimoni gay, Casa Pound ha ovviamente voluto sottolineare la positività del suo gesto con alcuni striscioni: “Onore a Dominique Venner, samurai d'Occidente", è questa la frase che si legge in ben cinquanta città italiane.

A Bolzano, in particolare, hanno avuto il coraggio di dichiarare che quella di Venner è stata

“una scelta esistenziale da guardare con rispetto, che lo colloca tra i pochi uomini liberi del nostro tempo”.

A Pesaro, dove tra le scritte spiccava “Dominique Venner martire d'Europa”, le motivazioni sono state ancora più assurde:

“L'Europa che non c'è più piange la scomparsa del suo maggior profeta vivente. Venner rimproverava all'Europa la dottrina dei diritti dell'uomo che l'aveva rammollita ed effemminata, e proprio un giorno prima di morire aveva definito ‘vili’ le pratiche del matrimonio e dell'adozione omosessuali. Venner era sì un oppositore di una legge irresponsabile, che fa molto di più che regolarizzare fenomeni in atto, ma è del tutto superficiale e riduttivo fare di lui un mero ‘attivista anti-gay', come è stato scritto. La sua lettera d'addio è priva del benché minimo accento d'odio o di risentimento, ma rappresenta anzi un testamento spirituale colmo d'amore per la Francia e per l'Europa. Ciò che Venner voleva combattere era molto di più che una legge, era il suicidio quotidiano di una civiltà ormai incapace di prendere in mano il proprio destino. Il suo gesto va misurato sulla scala degli esempi fuori dal tempo, non su quella della contingenza politica”.

Avremmo tanto da dire, e magari tanto diremo in mille altre occasioni (purtroppo), ma preferiamo lasciarvi con le parole del presidente dell'associazione gay Centaurus di Bolzano, Andreas Unterkircher:

“A Venner non va l'onore, ma una sincera compassione, essendo anche lui in un certo qual modo vittima di quell'assassino chiamato omofobia”.

PS. Ma se Casa Pound è tanto affezionata a Venner, perché non lo prendono tutti come esempio e la smettono di sporcare l'Italia con certi manifesti?

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