Casapound Italia propone un tavolo di confronto con la comunità lgbtq: dialogare o no?

Tutto nasce in seguito alla fiaccolata romana del 24 settembre contro l'intolleranza e i razzismi, risposta istituzionale ai casi di violenza omofoba verificatisi tra agosto e settembre. Casapound, soggetto politico della destra sociale, ha annunciato la sua partecipazione e il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha invitato gli attivisti di Casapound a farsi da parte, come hanno fatto anche Zingaretti e Marrazzo, presidenti di Provincia e Regione, varie associazioni e anche molti lettori di Queerblog.

Si è giustamente rilevato (vedi a questo proposito le considerazioni di Cristiana Alicata), tuttavia, che la posizione di Casapound sui temi dell'orientamento sessuale è forse meno indigeribile di quella dello stesso Alemanno, che nella sua discussa visita al Gay Village ha espresso solidarietà ma ha ribadito, in buona sostanza, la sua contrarietà a tutte le richieste concrete di diritti da anni avanzate dalle persone lgbtq in Italia.

La proposta di Casapound Italia è ora di aprire un tavolo di confronto con la comunità lgbtq sul tema dei diritti civili. Lo spiega un comunicato stampa:

Casapound Italia indice un tavolo propositivo di confronto atto alla formulazione di un documento comune che tracci linee guida per una proposta concreta in merito ai diritti civili di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e status sociale, così come proposto e formulato nel suo programma.

Tale tavolo di confronto è una risposta a quanti dei diritti civili si riempiono la bocca senza fare alcunché di concreto per affrontare la questione, e al contrario mettono in atto tutta una serie d'iniziative di facciata per mascherare con un velo d'ipocrisia l'atteggiamento intollerante ed indifferente nei confronti delle tematiche per le quali spendono fiumi di parole senza alcun seguito di fatti concreti.

Casapound Italia, che ha come fondamento l'azione e la concretezza, invita pertanto al tavolo propositivo di confronto, quanti nella comunità Gblt sono scevri da ogni forma d'intolleranza e di sfruttamento della causa dei diritti civili per meri fini elettoralistici e d'interesse personale. Questo per mettere definitivamente una pietra tombale sulle parole e sull'incapacità di chi si limita a sventolare bandiere, di qualunque colore, senza averne diritto, competenza e soprattutto dignità morale ed etica.

Le domande che sorgono sono diverse. La comunità lgbtq può condividere un cammino di lotta all'intolleranza con Casapound? Quanto può essere considerato provocatorio questo atteggiamento di apertura? Possono le istituzioni e i partiti, di destra o di sinistra che siano, restare sordi e incapaci di rispondere alle richieste di pari diritti delle persone lgbtq, mentre la destra estrema si dimostra più pronta al dialogo? Nelle fiaccolate spontanee delle scorse settimane a Roma abbiamo sentito risuonare lo slogan "Siamo tutti antifascisti"; gli interlocutori politici del movimento lgbtq devono essere principalmente partiti e soggetti di sinistra o la questione dei diritti civili non può non assumere una dimensione trasversale?

Immagine | anarcosolidale

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO