Roma in piazza contro tutti i razzismi: lgbtq in bianco

Le fiaccolate a Roma e non solo, sono diventate un piccolo rito collettivo e partecipato per le persone lgbtq, dopo i venti di violenza omofoba che hanno investito tutta la Penisola. Nella Capitale si organizzano da fine agosto, con cadenza settimanale, in modo vivace, auto-organizzato e spontaneo, dando vita a veri e propri "micro pride" che hanno portato bandiere rainbow e la voce di trans, lesbiche e gay a manifestare nei luoghi simbolici del potere e mostrando una voglia di partecipazione finora sopita.

Domani, 24 settembre, si tiene a Roma una nuova manifestazione, indetta però da Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, interlocutore importante delle associazioni lgbtq romane. A questa fiaccolata "istituzionale" hanno aderito un gran numero di soggetti politici e associazioni, dal sindaco Alemanno al vicariato di Roma, fino ad Acca Larenzia, centro sociale di estrema destra. Lo specifico problema dell'omofobia e della transfobia sembra diluirsi e forse perdersi nello slogan "Contro l'intolleranza e tutti i razzismi. Roma per la solidarietà", suscitando perplessità e malumore tra le persone lgbtq.

Un gruppo di attivisti lgbtq romani, alcuni facenti parte di "We have a dream", sigla che ha inventato e organizzato le fiaccolate delle ultime settimane, annuncia quindi un'adesione provocatoria e simbolica a questa manifestazione "annacquata":

Noi parteciperemo alla fiaccolata e lo faremo VESTIT* DI BIANCO con una MASCHERA DI CARTA BIANCA SUL VISO, con uno striscione bianco e le rainbow. Fantasmi perché così vorrebbero che fossero le persone lgbtqi.


Così spiegano questa presa di posizione:

Fantasmi, perché non sono violenza e razzismo i nemici delle persone lgbtqi, ma ignoranza e ipocrisia.
Fantasmi, che ci sono e non hanno paura di mostrare agli ipocriti di oggi che c'è una comunità lgbtqi che non si nasconde e non china la testa
Fantasmi del diritto, della giustizia, nelle famiglie, dove lavoriamo o studiamo.
Fantasmi perché non vogliamo che l'omofobia sia identificata solamente con la violenza.
Omofobia è non riconoscere le coppie omosessuali.
Transfobia e omofobia è non intervenire con delle politiche culturali nelle scuole e nei luoghi pubblici.
Omofobia è dire che non tutti gli affetti devono essere riconosciuti.
Noi ci saremo, ma ribadiremo ciò che per noi è l'omotransfobia.

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