Davide & Matteo e l'omofobia: la testimonianza diretta di due ragazzi gay

Davide & Matteo e l'omofobia: la testimonianza diretta di due ragazzi gay Recentemente, ed è quasi futile ripeterlo, sono saliti alla cronaca numerosi atti di omofobia a tal punto da far ritenere questa ondata di violenza un vero problema anche da parte del ministro Mara Carfagna. Vi sono stati accoltellamenti fuori dalle discoteche, principi di incendi davanti a locali culto della "movida" gay.

Questa è la cronaca, queste sono le notizie delle quali siamo informata dalla stampa. Storie forti, vicende discutibili e che aprono discussioni e punti di vista che alimentano le prime pagine dei giornali. Questo è il resoconto del macrocosmo.

Ma c'è anche un mondo quotidiano, personale, intimo, che corrisponde al nostro Microcosmo. Esperienze dirette che forse non vengono 'considerate' sufficientemente importanti per una colonna giornalistica o per il resoconto a scala nazionale. Ma non per questo fanno meno male o spaventano in maniera inferiore. Anzi, spesso, le stesse storie, seppure di minore crudeltà, sono quelle che, vissute in prima persona, lasciano quella cicatrice che è così difficile da cancellare e guarire... Abbiamo ricevuto una mail da parte di Matteo e Davide, due ragazzi come tanti in Italia, che si amano. Ma sono due ragazzi e quindi per loro (come per molti, moltissimi altri) non tutto è così semplice è scontato...

Matteo e Davide hanno rispettivamente 21 e 27 anni e si amano con l'ingenuità e la spensieratezza che la loro giovane età permette ancora. Non abitando vicini, uno a Modena e l'altro a Padova, cercano spesso una soluzione per incontrarsi e i viaggi scandiscono la loro febbre di rivedersi. La distanza non conta, tutto quello che ha importanza è potersi vedere, abbracciare, amare non appena possibile.

Si sono incontrati e conosciuti durante il raduno di un forum nel quale entrambi scrivevano e la simpatia che provavano dietro ad uno schermo è diventato amore. E cercando su Internet alberghetti o B&B che permettessero un alloggio dignitoso e una spesa gestibile, finalmente riescono a trovare un luogo poco distante da Modena (20 km circa) dove poter trascorrere i loro giorni insieme e poter uscire con gli amici, nei fine settimana.

Le recensioni su Internet sono positive, le stanze sembrano carine e finalmente i due ragazzi decidono di prenotare il loro nido d'amore: una camera matrimoniale. Quando si presentano, l'uomo sfoglia l'agenda delle prenotazioni. Cerca il nome dei due ragazzi e: "Matteo e Davide... matrimoniale". Alza la testa, sorride e li accompagna nelle loro stanze... singole! Di fronte alla lamentela si scusa dicendo di aver avuto un inghippo con la prenotazione. I due ritornano, ritentano, ma ormai non serve più nemmeno una scusa patetica: la stanza assegnata è una camera singola.

Matteo e Davide sono i primi a chiedersi perchè continuare ad andare in quell'alberghetto. La risposta è semplice e onesta: luogo non distante da Modena, raggiungibile in poco tempo e sopratutto economico. Qualcuno criticherà la cosa, ma chi quando è ancora un ragazzo e non ha ancora un lavoro fisso e non può permetterselo tutte le settimane, è disposto a rinunciare ad un nido che forse non è così accogliente e favolesco ma permette comunque una sistemazione vantaggiosa e (sopratutto) permette a loro di rivedersi?

A maggio di quest'anno, mentre sono in un noto parco di Padova, Matteo è seduto sulla panchina e il compagno sdraiato con la testa sulle sule gambe. Passano alcuni ragazzini in bicicletta: hanno 10-11 anni e urlano "A FFFRROOOOCIIIIIII!". Offensivo? Il termine in sè non li sconvolge affatto, ma quello che preoccupa maggiormente è la giovane età e la leggerezza con cui gridare quella parola per offendere ...

Infine, un mese dopo, mentre sono in Piazza delle Erbe (con migliaia di giovani che al mercoledì bevono, suonano e parlano). Matteo e Davide trascorrono la serata con una coppia di loro amici e tutto sembra perfetto. Ridono, scherzano, con il drink alla mano e la musica in sottofondo. La compagnia è bella, l'atmosfera avvolgente e i due, in piedi, si scambiano due rapidi baci, abbracciandosi...

Vengono interrotti da un forte rumore accanto a loro: si girano e vedono dei frammenti di vetro nelle loro scarpe e, seduti, uno dei loro amici con la mano ferita e sanguinante. Subito comprendono che qualcuno ha lanciato una bottiglia di vetro contro di loro. Matteo e Davide hanno solo cocci sui piedi, ma il loro amico ha schegge infilate nella mano. Ovviamente non è mai stato scoperto il responsabile dell'azione.

Matteo e Davide ci hanno scritto per testimoniare questi piccoli episodi di omofobia non gridati dalla stampa o dalla televisione ma non per questo meno umilianti, se vissuta sopratutto in prima persona. Un albergatore che non assegna camere matrimoniali a due ragazzi, bambini che urlano insulti banali e una bottiglia di vetro che esplode, frantumandosi ai loro piedi. Questa è anche la vita quotidiana, quando si incappa sfortunatamente in persone prive di morale, rispetto e speranzose solo di umiliare, incapaci di accettare il prossimo. Le ultime parole dei due ragazzi esprimono i loro timori, sognando una provocazione "ad effetto":

"Riguardo ai fatti che ci sono accaduti, ci sembra che le conseguenze siano state meno gravi degli ultimi attacchi omofobici ma, comunque, prodotti dagli stessi bassi motivi. Ci chiediamo il perché? dove sia la colpa, nella chiesa cattolica? nel centrodestra? nel centrosinistra? Sono responsabili i genitori? Gli insegnanti? Il moige? La televisione? Talvolta pensiamo che il problema, forse, si potrebbe risolvere se tutti i gay del mondo, o anche solo quelli italia, facessero coming out lo stesso giorno. Un bel coming out di massa, e, forse, qualcuno in più comincerebbe per lo meno a riflettere?"

Foto | ByteLiberi

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