Palermo: studentessa universitaria trans non riesce a trovare casa


L'ambiente universitario è discriminatorio: se sei trans non riesci a trovare con facilità delle studentesse che vogliano dividere un appartamento con te. Questa è la deprimente morale della storia che Naomi, ventiquattrenne studentessa alla Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo, racconta al portale Livesicilia.it, a margine di un corteo contro l'omofobia e la transfobia, il primo organizzato nella città, sull'onda della mobilitazione promossa dal gruppo romano "We have a dream".

Oltre alle difficoltà che Naomi racconta di incontrare nell'ambito specifico del suo percorso di transito, iniziato un anno fa ("Sul piano medico e legale, è complicato l’iter qui al sud. È difficile trovare un avvocato disposto a seguirti fino all’approvazione dell’istanza necessaria per cambiare sesso. Stessa cosa dicasi per l’endocrinologo che deve somministrarti le cure ormonali", spiega), a diventare ostacoli difficili da superare sono anche le ordinarie mansioni che devono fronteggiare gli studenti fuorisede, come l'affitto di una camera o di un posto letto in una casa e la convivenza con altre ragazze.

Naomi infatti lamenta che

da mesi sto cercando una stanza in casa con altre studentesse. Mi piacerebbe trovare un posto da dividere con la mia migliore amica (una ragazza etero, che in altri casi non avrebbe nessuna difficoltà a trovare alloggio, ndr), ma mi sono sempre ritrovata la porta sbattuta in faccia. Una volta la scusa è che ruberei il fidanzato alle coinquiline, un’altra è che le ragazze sono di paese e i loro genitori non condividerebbero. Altre volte dicono di essere cattoliche, oppure che non vogliono ragazzi in casa.

Che ne pensate? Quali consigli dare a Naomi per aiutarla a risolvere il suo disagio?

Fonte | livesicilia.it

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