Una biografia per Giuni Russo

pubblicato: sabato 19 settembre 2009 da mario cirrito


“A testa ci voli pi cantari; no a vuci!”. Quando la vita di Giuni Russo, si spense come un lumicino, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004, gli amici che sapevano di quella tragedia annunciata, rimasero orfani, insieme ai tanti fans, a coloro che si erano deliziati della voce splendida ed unica di Giuni, di una interprete irripetibile, che sarebbe rimasta nell’olimpo musicale per sempre con la sua semplicità, quella spiritualità viva che la distingueva, la sicilianità che ne evocava le origini ogni volta che parlava di lei e del mondo.

A distanza di cinque anni, finalmente Bianca Pitzorno, un’amica del cuore dell’artista, pubblica una biografia della “signorina Romeo”, grazie a Bompiani con allegato un dvd con un docufilm su “La sua figura” di Franco Battiato, che ne ha seguito la parabola artistica fin dagli inizi, e un cd con due brani inediti. Un binomio magico, quasi esoterico, quello di Russo e Battiato, impegnati entrambi a scansare il mondo del banale e a rappresentare entrambi il valore intrinseco della musica, quella capace di entrare nel cuore e far vibrare le emozioni. Anche quelle che parevano dimenticate.

Il cofanetto è stato presentato al Festivaletteratura, a Mantova, presente l’autrice e lo stesso Battiato. Utile ricordare che, anche in questo caso, la collaborazione di Maria Antonietta Sisini si è rivelata indispensabile e preziosa. La Sisini è stata per anni, l’ombra deliziosa di Giuni Russo, autrice di molti suoi brani, produttrice di molti suoi lavori discografici, colei che le è rimasta a fianco fino all’ultimo respiro con la generosità del cuore.

«Giuni – dice la Pitzorno in una intervista su La Gazzetta del Sud – prima di morire mi disse che se mai si fosse fatta una biografia su di lei le sarebbe piaciuto che la facessi io. L’occasione è arrivata l’anno scorso quando la sua amica, socia e coautrice, Maria Antonietta Sisini, mi ha chiesto di farlo». La Pitzorno ha seguito il percorso cronologico dall’infanzia in ristrettezze economiche, ai mille espedienti cercati per educare la sua voce, al tormentato rapporto con l’industria discografica. «Figlia di un pescatore del porto di Palermo, una delle più piccole dei dieci figli avuti da sua madre, Giuni aveva deciso da piccola che avrebbe fatto la cantante. A 10-11 anni andava di nascosto a lavorare in una fabbrica che faceva aranciate per pagarsi le lezioni. Era una persona allegra, un’ottima cuoca, molto ironica».

L’ultimo album “Morirò d’amore” (brano presentato anche al Festival di Sanremo) è quasi un testamento dell’artista; brani che intersecano la leggerezza della musica di massa ad altri che si vestono di liricità e misticismo; l’ugola di Giuni che raggiunge note impossibili. Amatissima dal mondo glbtq, non fece mai scandalo, non appagò nessuna pruderie che tanti cercavano di cucirle addosso. Nella biografia, la stessa Pitzorno segue quella traccia, spiegando che non si troverà alcun gossip sull’artrista, ma un libro delicato, felice nel raccontare un mondo e una vita farcita di note musicali e di sentimenti. “Se ne infischiava dei pettegolezzi di qualsiasi tipo”, dice l’autrice.

Giuni riposa presso il monastero delle Carmelitane Scalze. Al suo funerale parteciparono tantissimi suoi amici. Qualcuno diede una lettura astiosa nel non vedere Caterina Caselli che aveva inviato una corona di fiori; tra le due vi erano state alcune incomprensioni, superate dalla dignità e dal carattere della amata Giuni Russo.

Foto/federico novaro

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Commenti dei lettori

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  • lukalukissimo

    19 set 2009 - 12:10 - #1
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    Caterina Caselli è sempre deplorevole in molti comportamenti e nell’aver rovinato molte artiste..

  • Profilo di N u t i ni

    N u t i ni

    19 set 2009 - 19:54 - #2
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    Non ho capito bene , ma la Russo era gay?

  • Profilo di walter58

    walter58

    20 set 2009 - 12:12 - #3
    0 punti
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    La Caselli non è deplorevole, fa soltanto il suo mestiere, che è quello di trovar talenti. Se un artista non vende, lei non essendo la Fatebenefratelli, non lo può tenere a vita sotto contratto. Pur riconoscendo le qualità di Giuni Russo, si deve riconoscere che a parte i successi di quando stava in Cgd e quindi sotto l’ala della Caselli, la Russo non vendeva più dischi. Il suo era un repertorio d’elite e di nicchia, lontano quindi dalle idee della Cgd che era quello di far vendere dischi per poter finanziare nuove idee e nuovi artisti. La Caselli nel 1978 ha fondato un’etichetta discografica, la Ascolto, sempre sotto la visione della Cgd. Dopo 3 anni l’ha dovuta chiudere. Motivo? Gli artisti che finanziava non facevano vendere dischi alla casa madre. I loro nomi? Pierangelo Bertoli, gli Area, Franco Fanigliulo, Mauro Pagani. Perchè non vendevano? Perchè facevano musica tuttaltro che commerciale. Musica alternativa. Così lei ha avuto l’aut aut dalla Cgd: o vendi dischi o chiudi l’etichetta. Così, piuttosto che buttarsi sul commerciale, ha preferito chiuderla. La Caselli è nel mondo della musica da più di 45 anni e non è una stupida. I suoi gusti musicali vanno ben oltre le canzoncine estive a cui ci aveva (suo malgrado) abituato la Russo. Il repertorio di Malika Ayane, dei Negramaro, di Elisa e di Bocelli lo dimostrano. Mi spiace per queli che sono convinti che lei abbia rovinato artisti. Forse non tutti sanno che Rosalinda appena vinto il Festivalbar (sezione verde=giovani) ha svegliato la Caselli nel cuor della notte per dirle che ora che era arrivata al successo voleva 250.000,00 euro!!!! e che Paolo Vallesi dopo aver avuto un discreto successo con due o tre dischi con label Sugar, ha accettato un contratto con la Warner (sempre per soldi, naturalmente) quando ancora stava sotto contratto con lei. Che dire? Non sempre è colpa dei discografici se un artista funziona o meno. Dovrebbero farselo loro per primi un esame di coscienza. Ho avuto l’onore di lavorare con la Caselli, e vi assicuro che è una tosta, non è il mostro che qualcuno ha così dipinto. E’ facile essere fans di Giuni Russo o della Rettore e dire che le loro carriere sono finite a causa della Caselli. Meditate gente meditate.

  • Andrea Napolillo

    28 set 2009 - 01:38 - #4
    0 punti
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    DOMANI ALLE 17.00 CIRCA SU www.RADIONATION.IT ANDRA’ IN ONDA UNO SPECIALE DI OLTRE MEZZ’ORA DEDICATO A GIUNI RUSSO! VI ASPETTO. POTETE INTERAGIRE CON NOI TRAMITE:
    >>> YOUTUBE: http://www.youtube.com/angeloindipendent
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    >>> FACEBOOK: http://www.facebook.com/pages/CRISI-METROPOLITANA/278133730197?ref=ts
    Era il 1992 quando l’indimenticabile ed unica voce di Giuni Russo cantava : “Mi cambia spesso di umore. Io mi dissocio da me,che folla sui marciapiedi, Traffico che picchia in testa… CRISI METROPOLITANA”
    E’ a lei che dedichiamo la nostra puntata zero ed è alla sua canzone/capolavoro che dobbiamo il titolo della nostra trasmissione.
    Un incontro settimanale di circa 2 ore intense di musica, arte, spettacolo ed informazione.
    Un informazione libera e leggera per fare il punto della situazione sulla settimana da poco trascorsa ed inaugurare insieme quella appena iniziata.

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