Svizzera: colonnello dell'esercito gay dichiarato e orgoglioso

Svizzera: colonnello dell'esercito gay dichiarato e orgoglioso In America vige il "Don't Ask Don't tell", ma in Europa questa regola per l'esercito (fortunatamente) non vige. Nonostante sia un ambiente principalmente omofobo e con una bassissima percentuale di gay dichiarati, il colonnello Beat Steinmann ha deciso di fare il suo "coming out" pubblico. Ha scelto si darlo sulla rivista di collaboratori del Dipartimento della Difesa, "Intra". E non si preoccupare per il gesto appena compiuto:

"Un membro delle Forze armate che dichiara la propria omosessualità è ancora visto da molti come una specie di fenomeno da baraccone per molti si tratta ancora di un tema difficile da affrontare.”

Beat, quattro anni fa, ha creato l'associazione QueerOfficers con la finalità di abbattere il tabù dell'omosessualità e a gay vittime di discriminazioni. Gli iscritti finora, tra uomini e donne, sono circa 75. Il messaggio del gruppo? Semplice: è possibile fare carriera nonostante il proprio coming out. Ovvero separare il privato dai meriti e dalla carriera pubblica. Infine ricorda anche la presenza di luoghi dove il solo essere gay sarebbe l'equivalente di una condanna a morte:

“In alcuni paesi essere gay è un reato punibile con la pena di morte. Se i nostri soldati dovessero un giorno andare nel Golfo di Aden per combattere i pirati somali, sarebbe bene ricordare loro che devono mantenere un profilo basso ed evitare qualsiasi esternazione della loro natura sessuale.”

Foto | Taragana

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