L'Italia omofoba s'é desta?

pubblicato: giovedì 03 settembre 2009 da mario cirrito in: Movimento Vaticanerie LGBT Storia gay



Torno da una splendida e rilassante vacanza passata nel sud ovest della Francia. Niente giornali italiani, a mala pena si leggono Le Monde, Herald Tribune, Die Zeitung. Veniamo a sapere, da un trafiletto sulla vincita extra milionaria in terra toscana e qualche delirio governativo: più nulla. Nella immensa spiaggia che lambisce l’Oceano Atlantico, famigliole con figli e cani al seguito sembrano divertirsi senza sguaiamenti; nordici mozzafiato dai meravigliosi corpi glabri e scolpiti aspettano l’onda giusta per fiaccare il mare con la tavola da windsurf; coppie gay di ragazzi e ragazze che passeggiano mano nella mano o si scambiano qualche tenera, innocente effusione. Nessuno si cura di loro, nessuno ha qualcosa da dire verso quello “scandalo”. Siamo in Francia, madamoiselle!

A Bordeaux, riesco a leggere, datato di qualche giorno, un quotidiano italiano. La vicenda Boffo è scoppiata da qualche giorno. Come al solito, interviste a questo e quello; prelati che dicono la loro e, piano piano, comprendo di come questo Paese di per sé avvelenato dalle diatribe e contumelie politiche, stia versando altro cianuro per regolare conti in sospeso tra poteri forti. La gente si schiera e, visto il marcio che c’è da ogni dove, si schiera un po’ qui e un po’ lì, confusamente. La storia Boffo serve a qualcuno, altrimenti che ci starebbe a fare lì una vicenda di tre anni fa, che tanti sapevano, ma forse mancavano le carte o chissà cosa.

L’omosessualità, in una forma sconcertante, entra nei palazzi apostolici, nelle redazioni, nei saloni governativi, e si lascia dietro un lezzo di congiure, di addomesticamenti, falsità e verità nascoste. E noi, a chiederci se quel ricatto e quelle antiche telefonate tra il direttore dell’Avvenire e la moglie del suo spasimante, servano, in pasto all’opinione pubblica, a sanare l’Italia o siano piuttosto un coacervo dove tutto viene triturato, vilipeso, contorto.

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Ci si chiede, in nome di chi o cosa, l’house organ della Cei, abbia condotto, in tutti questi anni, battaglie serrate e feroci contro diritti omosessuali sulle coppie di fatto; contro il diritto di gay e lesbiche di avere attraverso la procreazione assistita, il diritto alla maternità e/o paternità. Ci si chiede, giustamente, perché alti prelati, e persino il papa, difendano, giustamente, un loro direttore di giornale, omosessuale d’élite, avendo ostacolato, e continuando a farlo, le ragioni di fedeli omosessuali, di cittadini di uno Stato confinante che si son visti usurpare il diritto, proprio dalla Chiesa, di poter vivere l’omosessualità, la transessualità, la bisessualità accompagnata da leggi adeguate che l’Europa ci chiedeva e che noi cittadini pretendevamo.

Che ci sia un’aria irrespirabile in Italia è un dato incontrovertibile. La si pensi come si vuole in politica, ma il potere attuale ha aperto voragini pericolose contro chi non rema nella direzione indicata e voluta. E quando si sopiscono le coscienze; quando non si riconosce il diritto alla vita di tutti, il diritto a non essere d’accordo, fatalmente si aprono voragini di ferocia e di violenza. Mai come in questi mesi, gay, lesbiche, transessuali, sono stati attaccati, feriti, presi di mira da una omofobia cieca e devastante. Essere gay, lesbiche, transessuali, in qualche modo, è tornato ad essere pericoloso in Italia, perché lo Stato è assente, le istituzioni menefreghiste, la vigilanza zero.

Al di là dei danni causati a Roma a persone e cose; al di là della nostra immancabile solidarietà alle organizzazioni glbt e ai singoli, serve che i movimenti facciano sentire alta la loro voce, unitaria e coesa. Serve che i cittadini glbt escano dal tremendo torpore che li sta dilaniando da qualche tempo troppo lungo, troppo insidioso per far capire al resto dei cittadini che meritiamo lo stesso rispetto e la stessa adeguatezza legislativa. Siamo sempre troppo aspri persino tra noi, con le nostre invidie e le nostre rivalse. Stiamo abituando il nostro essere omosessuali più a un fatto privato che non pubblico; che non di battaglia politica e sociale. Ci stiamo tutti abituando alla commiserazione, alle facili solidarietà politiche che alla prima folata di vento scompaiono, annegano nelle altre misere vicende politiche italiane. Nessuno, a destra e a sinistra, in questi decenni ha saputo e voluto spingersi oltre la difesa verbale dell’omosessualità e dei suoi diritti. Lo Stato, le istituzioni, le organizzazioni sociali, persino le famiglie, nessuno ha mai preso in considerazione la piena responsabilità di difendere le minoranze sessuali, di adeguare la modernità di uno Stato con leggi di tutela e difesa.

Forse, tutta questa finta tolleranza di questi anni, ci hanno portato tutto questo. I fatti di Roma, dalle bombe carta sulla Gay Street, all’aggressione al Gay Village alle fiamme date al Muccassassina, segnalano una intollerranza che si è fatta insopportabile e pericolosa. Non è una vicenda da ascrivere ai soliti, squallidi teppistelli; l’omofobia in Italia ha diverse stratificazioni che partono dai singoli, dalle famiglie, per poi toccare i Palazzi e la politica. Il disinteresse e il menefreghismo arma le mani di vigliacchi che, grazie a questo, contano di farla franca. Ora serve un orgoglio omosessuale più forte; alzare le nostre voci fino ad urlare che tutta questa violenza omofoba cessi. E che la politica, oltre alla solidarietà, si dia da fare e subito per leggi che combattano seriamente tutto questo insensato odio.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di umbvico

    umbvico

    03 set 2009 - 12:18 - #1
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    Bell’articolo.

    PS: A Bordeaux c’e l’oceano Atlantico, non il Pacifico.

  • Profilo di dario 65

    dario 65

    03 set 2009 - 12:37 - #2
    0 punti
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    Concordo, bell’articolo.

    Inviarlo all’omino bianco cremisi, magari?

  • Profilo di zamparini

    zamparini

    03 set 2009 - 15:10 - #3
    0 punti
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  • Ivy.

    03 set 2009 - 16:15 - #4
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    continua lo spam…

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    03 set 2009 - 17:08 - #5
    -1 punto
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    Zamparini… come si dice in spagnolo “ci hai sfracassato”?

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    03 set 2009 - 17:09 - #6
    0 punti
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    Nel merito dell’articolo:
    “Stiamo abituando il nostro essere omosessuali più a un fatto privato che non pubblico; che non di battaglia politica e sociale.”
    Questa frase sopra ogni altra è degna di essere sottolineata…

  • Profilo di zamparini

    zamparini

    03 set 2009 - 17:21 - #7
    0 punti
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    grazie “the ant” per questa critica costruttiva - I’m impressed!

  • Profilo di N u t i ni

    N u t i ni

    03 set 2009 - 19:05 - #8
    -1 punto
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    “Nordici mozziafiato dai meravigliosi corpi glabri e scolpiti”

    Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

  • rigardi

    05 set 2009 - 20:52 - #9
    0 punti
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    Zamparini è che devi smetterla di farti uno spam così spudorato! lo spam è uno dei comportamenti considerati più odiosi e più maleducati in rete, non ci vuole molto per capire come mai i continui link al tuo blog irritino non poco!

  • Agent Q

    05 set 2009 - 22:54 - #10
    0 punti
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    Finalmente un articolo veramente bello! Grazie!

  • Profilo di zamparini

    zamparini

    07 set 2009 - 00:41 - #11
    1 punto
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    grazie rigardi - non e’ spam, (lo spam e’ un’altra cosa) - ho linkato qualche post che aveva attinenza con il tema dell’articolo, in caso altri lettori qui fossero stati interessati - mi spiace qualche lettore si sia risentito, non accadra’ piu’

    ma non credi che un tono piu’ urbano e friendly sarebbe meglio per tutti?

    ciao
    gabriele

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