Relazioni finite tra gay: le tecniche dello "scarico merce"

Le regola del lasciarsi tra gay: le tecniche dello "scarico merce" Spesso, purtroppo, nella propria vita di coppia ci si trova in momenti difficili e quando si arriva al capolinea ci si lascia. Fine del viaggio, fine della corsa, i signori e le signore sono pregate di abbandonare la giostra. Da tempo c'è il dibattito su quale sia il ruolo più difficile: lasciare o essere lasciati?

Se, come il sottoscritto, si è stati lasciati un maggior numero di volte, allora si tende a generalizzare (forse) e si liquida il discorso dicendo che essere mollati è sicuramente la cosa peggiore. Del resto, tu hai lasciato, sei arrivato ad una consapevolezza che forse io non ho ancora. E quindi sei almeno un passo avanti rispetto a me. Chi invece, spesso ha lasciato dichiara di sentirsi colpevole e in colpa nei confronti dell'altra (ex) metà: perchè vederlo soffrire non è mai piacevole.

Ma analizziamo, insieme, in chiave ironia, i vari metodi he possono accadere quando si viene mollati: "le tecniche dello scarico merce".

Solitamente le avvisaglie ci sono da qualche tempo, quindi qualcuno potrebbe già essere pronto alla resa dei conti, potrebbe vedere la fine di una storia come un arrivo innegabile. Anche se può succedere che avvenga per un motivo futile. Per una cazzata. Magari litighi per il tubetto del dentrificio che hai spremuto male e la discussione termina con l'altro che ti dice "Sai cosa c'è? Che non ti sopporto più!!! Non ce la faccio più a stare con te!!!". Cosa che può anche prendere un po' in contropiede. Sarebbe come un soldato che sopravvive alla guerra in Vietnam e viene ucciso da una pigna che cade dall'albero. Un po' "assurdo" no?

Oppure c'è la fase simpaticissima del "Ti devo parlare". Frase già di per sè tremenda, che si sente spesso nei telefilm d'ambiente ospedaliero, quando il medico esce dalla sala operatoria. Insomma, non promette nulla di buono. E solitamente la persona che sta per mollarti per strada inizia con una serie di lodi meravigliose, al termine delle quali, minimo minimo, ti convinci di essere la persona "più figa, altruista, simpatica e adorabile del mondo". Tutto questo prima dell'arrivo del fatidico " ma...". E lì avviene l'esatto contrario, per cui diventi automaticamente la persona "più brutta, egoista, antipatica e insopportabile del sistema solare"

Puoi essere lasciato anche in modi peggiori: via sms, per esempio. Tu magari sei lì, tranquillo, ad ascoltare la tua hit preferita di Madonna, senti il cellulare che vibra, apri, ignaro, e leggi qualcosa come: "Volevo già dirtelo da qualche giorno ma non ho mai avuto il coraggio. Perdonami, ma non me la sento più di andare avanti. Scusami." Scusami!?!? Mi lasci con un sms, come dovessi annullare la "summer card", e mi chiedi pure "Scusa???" Infine conosco anche gente che è stata lasciata con il nuovo tecnologico metodo virtuale: "Facebook". E non in bacheca, che fa cafone, bensì via messaggio privato, tra l'invito alla Festa gay del weekend e l'aggiornamento novità della Pet Society.

In conclusione, in tutti questi casi, c'è quasi sempre la medesima richiesta: " Non vorrei perderti" o "Rimaniamo comunque amici ok?". Certo. Non vedo l'ora di poter condividere le tue pene sentimentali pensando a una settimana prima mentre trombavamo come ricci e mi dicevi "Ti amo". O magari strizzandoti l'occhiolino in segno di complicità mentre saltellerai di gioia per esserti rimorchiato "il più manzo" del locale intero. Rimaniamo pure amici, ma nel frattempo, mio caro... sparisci!

Foto | MyYearBook

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