Pubblico raddoppiato e premi, tutti i numeri del festival di cinema trans Divergenti

La sesta edizione del festival di cinema trans Divergenti, a Bologna, ha chiuso i battenti domenica 5 maggio e dato l’arrivederci all’anno prossimo.

Pubblico raddoppiato e premi, tutti i numeri del festival di cinema transessuale Divergenze

Divergenti, festival internazionale di cinema trans, porta a casa un pubblico attento, raddoppiato rispetto lo scorso allestimento del 2012. Con la direzione di Porpora Marcasciano e la direzione artistica di Luki Massa, e Vladimir Luxuria a fare da madrina, il festival, organizzato dal M.I.T., associazione che da trent'anni si è distinta nella difesa dei diritti di transessuali, transgender e travestiti, ha visto sfilare sugli schermi, ben quattordici film provenienti da Francia, Spagna, Germania, Danimarca, Svezia, Italia, USA, Pakistan, Iran, Birmania, che si sono avvicendati nei quattro giorni di programmazione inframmezzati con numerosi appuntamenti culturali -  fra cui la mostra Porpora e Valerie di Lina Pallotta, a cura di Laura De Marco e Roberto Alfano, continua fino al 24 maggio presso lo spazio Labò in via Frassinago 43/2 c-d di Bologna - e la riuscita performance della stessa direttrice, Porpora Marcasciano, che si è esibita in una lettura del suo Antologaia: una rilettura in chiave frocia dei favolosi anni 70, sulla base della video sceneggiatura di Elena Vertebra e del tappeto sonoro di Claudio Cherubini. L’omaggio alla pioniera Lucy, trans ottantanovenne che ha conosciuto la guerra e i campi di prigionia, deportata a Dachau quando era ancora un uomo.

Questi i premi conferiti dalla giuria di qualità, composta da Roberto Chiesi, Giovanni Minerba, Laura Schettini, Lina Pallotta e Margherita Palazzo, miglior cortometraggio a La Victoria de Ursula di Julio Martì e Nacho Ruiperez, con la seguente motivazione:

per l'intelligente rilettura dei generi cinematografici e per la capacità di condensare in pochi minuti un racconto di atmosfere e tensioni psicologiche che danno vita a personaggi credibili in un clima che si svela con un colpo di scena finale.

Il riconoscimento come miglior documentario è invece stato assegnato a Wildness di Wu Tsang, incentrato sull’autonarrazione del Silver Platter, locale della comunità lgbt latinoamericana di Los Angeles,

per la pregnanza evocativa di un luogo emblematico di complesse trasformazioni e di storie che hanno investito comunità e culture diverse.

Premio alla migliore fiction, infine, per Facing Mirrors di Negar Azarbayjani, coproduzione Iran-Germania che racconta la storia dell’amicizia tra una donna e un ragazzo FtM in fuga dalla famiglia e da un matrimonio forzato: primo film iraniano con un protagonista transgender, è stato premiato

per il coraggio e l'intelligenza con cui descrive la collisione tra due mondi che potrebbero trovare un terreno di solidarietà pur all'interno di un regime repressivo e autoritario.

A confermare il voto della giuria per la fiction e il cortometraggio, anche il pubblico, che ha premiato Facing Mirrors e La Victoria de Ursula, mentre, per il genere documentario, ha riconosciuto il coraggio del film Sexing The Transman di Buck Angel, un viaggio intimo e senza veli nella sessualità degli FtM.

Foto | Ufficio Stampa

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