Debora Serracchiani, Mario Adinolfi e le coppie gay

Debora Serracchiani, Mario Adinolfi e le coppie gay

Gabriele Zamparini è giornalista, regista documentarista, blogger e attivista. Attualmente vive a Londra, dopo aver viaggiato, vissuto e lavorato a San Francisco, New York e Amsterdam. Appartiene al PD, circolo di Londra, e si sta battendo perché all'interno del PD si apra una discussione sulle coppie omosessuali e sulle adozioni da parte di gay. Così ha punzecchiato più volte Debora Serracchiani e Mario Adinolfi per avere delle risposte. Mario Adinolfi gli ha così risposto:

Penso quello che ho già scritto: chiunque vinca il congresso, che sia Bersani o sia Dario, la linea del partito in materia non cambia. No ai matrimoni e alle adozioni gay. Io sono d’accordo con questa linea, che nel partito è prevalente fino a prova contraria, altrimenti il portatore di una linea diversa doveva candidarsi e vincere le primarie.

Di tutt'altro avviso, invece, è Debora Serracchiani, il che la dice lunga sulla linea del partito:

Caro Gabriele, sono favorevole alle unioni omosessuali e alle adozioni da parte di singoli e omosessuali. L’ho già detto in alcune occasioni.

Abbiamo chiesto a Gabriele Zamparini di dirci la sua su come vede da Londra la situazione gay italiana. Ecco la sua risposta:

All'inizio di luglio qui a Londra si è celebrato il Gay Pride. Sull'Independent si leggeva: “Gordon Brown ha spedito un messaggio di supporto agli organizzatori e ospiterà una reception oggi in onore del Gay Pride a cui sua moglie Sarah parteciperà”. Questo è un paese dove i leader dei principali partiti gareggiano a chi è più gay friendly. Ci sono almeno undici membri del Parlamento apertamente omosessuali. Nella stessa settimana del Gay Pride, il leader conservatore David Cameron ha chiesto scusa al paese per la famigerata Sezione 28, una legge del governo Thatcher che proibiva l'insegnamento di tematiche gay nelle scuole. Questo accadeva qualche settimana fa, a meno di due ore di aereo da Roma. In Europa si guarda all'Italia e si rimane increduli sul vento fondamentalista che sembra soffocare il paese che diede i natali al Fascismo. È l'Europa che rispedì al mittente Rocco Buttiglione con il messaggio “No, grazie!”, quando qualche anno fa voleva essere commissario europeo; a differenza dell'Italia, dove quelle posizioni vengono spacciate per “moderate”, in Europa non si gradisce il razzismo e l'omofobia.

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