Iraq: mattanza e carneficina di gay

Mattanza e carneficina in Iraq In Iraq la situazione omosessuale sta assumendo sempre più il senso di una mattanza programmata. Per le vie della città, infatti, poster consigliano ai passanti di indicare e segnarsi nomi, cognomi e indirizzi di persone gay da punire. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, centinaia di uomini sono stati rapiti, torturati e uccisi solo perchè sospettati di essere omosessuali.

Nonostante non vi siano leggi o pene perchi chi è gay, i miliziani sciiti stanno agendo indisturbati, mentre il governo non interviene in alcun modo per porre fine a questa carneficina: corpi di uomini sono stati trovati, seviziati, con scritte come " pervertito" marchiate sulla pelle. E come agiscono? Entrano nelle case dei presunti gay, li torturano fino a far confessare altri nomi, poi li finiscono. Brutalmente. Senza pietà. Infierendo sui loro cadaveri.

Il portavoce dell'esercito di Mahdi, la milizia di al Sadr, si è giustificato dicendo che la strage è necessaria per impedire un aumento della società di "effeminati". Dopo il salto, la testimonianza di uno degi autori del rapporto e del documento che è stato poi pubblicato:

"Abbiamo resoconti medici di uomini a cui è stato incollato l'ano o che sono stati imbottiti di lassativi, cosa che comporta una morte molto dolorosa"

Tutto è partito da Baghdad ma si sta lentamente espandendo anche nelle altre città limitrofe. I delitti sono considerati delitti d'onore per mantenere integra la reputazione e cancellare il disonore delle famiglie per avere un figlio "diverso". Ormai in Iraq, nonostante la leggi non condanni l'omosessualità, sta diventando sempre più normale uccidere i gay. E il governo tace.

Fonte | Unità

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