Continua il braccio di ferro per il coro gay in parrocchia

Continua il braccio di ferro per il coro gay in parrocchiaContinua la polemica intorno a don Nildo Pirani, il parroco che ha affittato i locali della parrocchia ad un coro gay perché potesse provare le canzoni. Alcuni irriducibili hanno scritto al vescovo di Bologna, il cardinal Caffarra, lamentandosi della situazione:

“È con dolore e costernazione che i parrocchiani constatano che nulla viene fatto per contrastare l'inaudita presenza di una associazione corale di provenienza Arcigay all'interno dei locali della parrocchia. [Tale presenza] non ha precedenti nel mondo, è fonte di scandalo e apprensione nei genitori e nei frequentatori [della parrocchia]. Vi sono precise disposizioni del Magistero ecclesiastico che ostano alla presenza di associazioni pro-omosessuali.”

La lettera è firmata da otto persone e don Nildo, parroco nella parrocchia “incriminata” da ben trentatré anni, afferma di conoscerne una sola: scommetto che saranno i soliti che non si fanno mai vedere in chiesa ma poi sono i primi a sputare sentenze cristiane. Il parroco, poi, giustamente fa osservare che la parrocchia ha settemila abitanti e che quindi la maggior parte dei fedeli non è scandalizzata da persone che cantano. Ma lo sappiamo bene: se uno vuol fare cagnara, le cerca tutte...

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