Le aziende più gayfriendly secondo IGLCC - International Gay and Lesbian Chamber of Commerce


Oggi o domani, magari, qualcuno di noi interrogato su come la propria azienda si comporti in termini di inclusioni e di antidiscriminazione riguardo alle persone glbtq, potrebbe rispondere soddisfatto o far tentennare il capo spiegando che sì, qualcosa va ma c'è ancora molto da fare. Il mondo del lavoro, inclusi i diritti e le tutele, è un mondo complesso, riguarda non solamente l'azienda in sé ma anche tutto il personale tenuto ad avere comportamenti adeguati.

Nei giorni degli Outgames a Copenhagen, la Camera di Commercio Internazionale Gay e Lesbica (IGLCC – International Gay and Lesbian Chamber of Commerce) pubblica i risultati della prima edizione dell'International Business Equality Index. Vengono così fuori i nomi delle multinazionali che in relazione alle tematiche della diversità e dell'inclusione operano una politica di attenzione e riguardo specificamente sulle comunità di lesbiche, gay, bisessuali e tran-sgender (LGBT) nei paesi in cui queste aziende sono presenti.

Le società partecipanti all'Equality Index di quest'anno sono: AMR (la società madre di American Airlines, Inc. e American Eagle), BT Group, Cisco Systems, The Dow Chemical Company, IBM, ING, Intel, KPMG, Kraft Food, Merck, Novartis, Philips, SAP, TNT e UBS. Esse rappresentano 1,7 milioni di dipendenti in 227 paesi e un fatturato di 800 miliardi di USD l'anno.

Numeri importanti dove nuove politiche soddisfano anche i mercati. Così a piazzarsi prima tra le aziende gayfriendly è BT Group (British Telecom), seguita da IBM e The Dow Chemical Company. A Copenhagen, nel corso del 2° congresso annuale della IGLCC, dopo il riconoscimento Anne Heal, Senior Champion for Sexual Orientation presso BT ha detto:

«Già dai primi anni ‘80 BT accorda ai propri dipendenti con partner dello stesso sesso gli stessi benefici di cui godono i dipendenti eterosessuali. Anche in futuro cercheremo nuove strade che consentano ai nostri collaboratori di essere sé stessi sul posto di lavoro, senza timore di pregiudizi o discriminazio-ni. Il riconoscimento dell'IGLCC premia gli sforzi della nostra comunità HR e della nostra rete di dipendenti LGBT ‘Kaleidoscope’, che si impegnano per garantire che l'uguaglianza e la parità di diritti siano una realtà concreta nella nostra azienda. Sono davvero felice.»

Secondo quanto affermato dal segretario generale dell'IGLCC Pascal Lépine: «La maggior parte delle società intervistate ha dei programmi di diversità e inclusione, molti dei quali coprono esplicitamente tematiche LGBT. L'indagine ci rivela che molte di queste società prendono molto sul serio i temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Ciò nonostante, ci vorranno ancora anni o persino decenni prima di raggiungere la totale parità di diritti.»

Ma non sono tutte rose, bacetti e fiori. Secondo l'IGLCC, quasi il 50% delle multinazionali che hanno partecipato al sondaggio non ha un responsabile per i programmi di diversità e inclusione che si occupa specificamente delle questioni LGBT. E' difficile trovare gay o lesbiche dichiarati nelle file del management (meno del 10% delle società impiega gay o lesbiche in più del 16% dei paesi in cui operano); e a prescindere dal livello di implementazione delle politiche interne a favore dei dipendenti LGBT, queste multinazionali non divulgano apertamente l'esistenza dei loro programmi di diversità all'opinione pubblica e nemmeno alle comu-nità locali LGBT tramite attività pubblicitarie o di PR. In realtà, solo poche compagnie supportano finanziariamente o in altra forma le comunità locali LGBT.

La Camera di Commercio Internazionale Gay e Lesbica (IGLCC – International Gay and Lesbian Chamber of Commerce) è stata fondata nel 2006 ad Amburgo in Germania ed ha sede a Montreal in Canada. L'IGLCC è la rete business LGBT leader in campo internazionale e opera in 15 paesi tramite 17 camere di commercio e organizzazioni professionali. L'IGLCC rappresenta gli interessi di oltre 55 milioni di dipendenti, titolari di aziende e consumatori in tutto il mondo appartenenti alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender (LGBT).

E nelle vostre aziende, come va? Verrebbero premiate o fanno parte di un mondo ancora chiuso verso le persone glbtq?

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