Perché i gay vanno all'Ikea?

Delle tazzine esposte da Ikea

La risposta alla domanda posta nel titolo sembrerebbe banale: vanno a fare acquisti. Invece è opinione comune di molti gay che i negozi dell'Ikea siano uno dei luoghi preferiti per rimorchiare. Il perché, sinceramente, non lo so: Ikea è gay friendly (e qui su Queerblog ne abbiamo parlato diverse volte) e questa potrebbe essere una motivazione. Secondo alcuni uno su cinque degli avventori di Ikea è gay (parlo ovviamente della realtà italiana e dei negozi Ikea che ho visto - e non sono pochi...) I negozi sono grandi e richiamano molte persone e quindi è più facile acchiappare. Il ristorante è economico, quindi si può pure offrire un pranzo a una nuova conoscenza senza andare sul lastrico.

Secondo alcuni si tratta di solo di voci queste sulla massiccia presenza dei gay, ma stando alla mia esperienza, sono due le tipologie di gay che gravitano intorno ad Ikea: la coppia di neo-formazione che decide di fare acquisti per personalizzare il proprio nido d'amore e il gay perennemente in cerca. Quest'ultima categoria si può suddividere in due gruppi: il cacciatore solitario e quello che va in gruppo.

Qualcuno è arrivato a teorizzare anche altre tipologie di gay che vanno ad Ikea: le sfrante (sculettamento pronunciato, piede da ballerina, carezzine lascive, sguardi ammiccanti, acquistano tendine con strass e cuscini a forma di cuore), le maschie (ragazzi etero finché non aprono bocca), i gay tout-court (prendono solo elementi decorativi per dare quel tocco di design alla propria casa).

E allora tu, gay (ma anche bisex, trans, etero confuso e via dicendo) che ora stai leggendo questo post, dicci: perché vai all'Ikea?

Foto | Per Ola Wiberg

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