Ignazio Marino: oggi la sua mozione parlerà anche di diritti civili, ma il Pd lo ascolterà?


Inutile girarci intorno: se le cose stanno come stanno, il senatore Ignazio Marino, non avrà molte possibilità di diventare il futuro segretario nazionale del Pd. Piacerebbe molto a tanti di noi che fosse proprio Marino a traghettare il Pd verso una nuova stagione politica; per chiudere l'era berlusconiana delle escort e dei pericolosi populismi, ma, ahinoi, al momento nel Pd vigilano e dettano legge ancora vecchi dinosauri della politica, anfitrioni del disastro, clericali vecchio stampo che neppure la vecchia Dc oggi riuscirebbe a sopportare.

Con l'appoggio di personalità glbt, Marino, ha detto la sua sui diritti civili, in quel di Gay Village. Oggi, quelle sue intenzioni, verranno presentate e spiegate all'assise di partito, dove il chirurgo spiegherà il suo programma e chiederà l'appoggio di chi nel Pd vorrà scommettere su di lui.

Dalla sua parte, vecchi e nuovi Radicali, personaggi della vita politica e culturale glbt, molti nintellettuali e gente comune. Potrebbe farcela se il Pd si lasciasse andare a nuovi progetti e nuove commesse anche sui diritti civili. Ma ne dubitiamo molto.

Marino, nella sua mozione, su quel che ci riguarda, è chiaro:

Introdurre una norma antidiscriminatoria che preveda una percentuale minima di genere del 40% nelle Istituzioni e nei Consigli di Amministrazione.

Approvazione della Legge sul Testamento Biologico

Legge sulle unioni civili, sulla falsariga di quella britannica

Legge sull’omofobia

Legge sull’omogenitorialità.

Sembra una buona partenza. Ma con Rutelli, Binetti & C., come la mettiamo?

Foto/Associazione Luca Coscioni

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