Dei delitti e delle pene su omicidi gay


Negli ultimi dieci anni, nella sola città di Roma, gli omicidi di persone omosessuali sono stati più di quaranta; una vera e propria piaga, senza contare le decine e decine di aggressioni a sfondo omofobo. Contrastare questi fatti delittuosi è spesso difficile, perché la maggior parte dei casi si svolgono al chiuso di una casa o in luoghi deputati agli incontri notturni all'aperto.

Molti ricordano l'assassinio dell'attore di origine sarda, Sergio Aru Tosio, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2006. L'uomo fu strangolato nel suo appartamento di viale Vaticano, trovato con mani e piedi legati. Per quel delitto furono assicurati alla giustizia, due romeni che, da quel che è venuto fuori dalle indagini, hanno poi rovistato la casa e sottratto alcuni oggetti preziosi che vendettero subito.

Ora, nel processo di secondo grado, i due romeni sono stati condannati dalla Corte d'Assise d'Appello a 18 anni di carcere per Adrian Nicolae Grecu e a 12 anni il complice Gabriel Viorel Cobzaru. Quest'ultimo ha vista la pena ridotta rispetto al precedente giudizio.

In una nota stampa, Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma ha dichiarato soddisfazione per la sentenza. L'altro ieri notte, l'ennesimo episodio, sempre a Roma, che fa pensare, dice sempre Marrazzo, all'ennesimo delitto contro i gay. Un uomo è stato trovato in casa con il cranio fracassato.

Secondo quanto afferma Arcigay di Roma: "Le indagini sembrano delineare un delitto a sfondo omofobo. Se tale ipoptesi dovesse essere confermata sarebbe un segnale molto allarmante. Proprio pochi giorni fa la nostra comunità ha ricordato il quarto anniversario dal brutale omicidio di Paolo Segantini, reso ancor più doloroso perché ancora oggi non si conoscono gli assassini".

Foto/marta.b

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