Gay nelle società mediorientali

Se in Giordania e in Israele l'omosessualità è accettata e tutelata, in tanti, tantissimi, troppi, altri stati mediorientali, i gay vengono perseguitati, incarcerati e messi a morire. Là dove l'omosessualità non è punita così ferocemente e non è esplicitamente fuori legge, viene considerata un tabù sociale, come avviene in Egitto.

In questi ultimi anni, l'Iran forse è stata la nazione che ha più usato l'estrema pena contro i gay, condannandoli a pubbliche esecuzioni; ma anche l'Iraq, tormentata ancora dai terrorismi, si distingue oggi per un'altra guerra sotterranea e meno visibile contro gay e lesbiche che subiscono torture atroci e vengono poi uccisi.

L'aria pesante e spesso intollerabile che i gay mediorientali vivono non è solo frutto delle condanne delle varie religioni e degli ayatollah, ma purtroppo frutto anche di una cultura che nasce nelle famiglie e si propaga fuori, nelle piazze e nella società. Gli uomini spesso fanno sesso fra loro, ma le arcaiche condizioni sociali, il sesso tra esseri dello stesso sesso, inteso come piacere e non come condizione stabile e anche le leggi che vengono in soccorso di chi non vuole quelle società aperte alla democrazia, riescono a svolgere un coagulo di situazioni dove l'omosessuale dichiarato che non accetta di integrarsi col resto della falsa società, viene perseguitato e messo ai ferri.

Stasera, su Current, Canale 130 di Sky Italia alle 21:30. La storia di un arabo che parla pubblicamente della sua omosessualità e denuncia i tabù della società mediorientale. Un documentario che consiglio vivamente per capire realtà a noi spesso lontane.

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