Vita e salute dei gay a New York


Vista da noi, New York è meta ambita, goduriosa, sacrale per molte persone glbt. Ci si può trovare di tutto e di più, anche sessualmente con un gap di meraviglie che fanno promettere a tanti un ritorno repentino per assaggiare altre virtù e novità che qui da noi non stanno neppure nell'olimpo delle oniricità. Chiusa la parentesi governativa di W. Bush e inaugurata quella di Obama, anche le vaste comunità glbt americane si sono destate da un torpore obbligato e hanno riacceso i motori della militanza; del chiedere e dire.

Ci sono, in America come in tanti altri Stati che dialogano e danno diritti alla popolazione glbt, degli ulteriori sforzi culturali da proporre ed esigere per una rete più vasta di solidarietà e di accettazione. L'omofobia non scompare del tutto promulgando leggi, ma aiutando i cittadini alla comprensione verso le diversità.

In questa rete di basilari informazioni è nato uno studio che riguarda i servizi sanitari e quindi, la vita sociale delle persone glbt a New York City. L'indsagine condotta da Somjen Frazer e Ross Levi è stata pubblicata su Empire State Pride Agenda; un quadro quello che viene fuori, molto dolente, diverso dalla visione che in tanti hanno della Apple city.

Rispetto agli obiettivi fissati dal governo degli Stati Uniti, la popolazione glbt di New York manca di sei punti obiettivi su dieci. La ricerca di Frazer e Levi, finanziata dal New York State Department of Health, fa notare disparità tra persone glbt e non. Ad esempio, il 14 per cento delle persone glbt, sono o sono state senzatetto e i servizi sanitari o non li hanno raggiunti o non sono stati adeguati alla necessità.

Altro problema significativo riguarda le violenze perpetrate ai danni delle persone glbt. Tocca il 13 per cento di loro e si tratta di sopprusi sia sessuali che verbali. Solo una minima parte racconta di aver denunciato la cosa alla polizia per motivi ovvi, di paura o di aver conoscenza che i delinquenti l'avrebbero comunque fatta franca. Molti tra gli intervistati avrebbero voluto un medico gayfriendly per le loro cure ma spesso questo desiderio si è rivelato fallace.

La ricerca suggerisce inoltre che molte persone glbt sono dedite al tabagismo e poche son quelle che pensano ad una cura. Per gli intervistati glbt, fumo e droghe sono usate per far fronte allo stigma e come sfogo per le violenze subite. A fumare di più sono tutte le persone glbt, mentre l'abuso di alcol si verifica di più tra lesbiche e bisessuali donne.

Sono gli stessi ricercatori di questo studio, ad avvisare che qualcosa faranno insieme ad uno stuolo di avvocati: "stiamo lavorando, dicono, per cambiare la situazione".

Foto/bobster855

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