Ricevimento gay a Dowing Street. La signora Brown al Gay Pride


Forse a leggere notizie che arrivano a qualche ora di volo dall'Italia, lo sconforto è inevitabile e non basta neppure la tradizionale rassegnazione che tanto qui, finché esiste il Vaticano dentro Roma e Roma nel Vaticano, a noi non resta che sognare quel che di bello si realizza altrove e metterci il cuore in santa pace. Ieri sera, un pimpante amico che ha pensato bene di seguire il suo amore e trasferirsi a Londra, mi ha raccontato del Gay Pride svoltosi nella capitale elisabettiana.

Racconta che la stampa generalista ha quotato la presenza di più di un milione di persone, senza quell'alterco che esiste da noi dove uno dice 500 e l'altro 250. Festa bellissima, coloratissima, gayssima. E come sempre, conclusione, nei locali notturni e discoteche dove hanno ballato fino all'alba e oltre.

Racconto che qui vogliono buttare fuori una lesbica dalla polizia perché è andata al Pride di Genova. Non lo sento meravigliato visto che entrambi e tantissimi di voi sanno che a Londra, come altrove, la polizia partecipa in prima persona alla sfilata. Ma mi narra che è accaduto altro oltre alla tradizionale parata.

E' accaduto che la mattina della festa, i signori Sarah e Gordon Brown, hanno organizzato un ricevimento in Dowing Street, sede ufficiale del premierato inglese, invitando parlamentari, organizzatori e responsabili delle organizzazioni glbt e tutta la stampa glbt. Tra i parlamentari apertamente gay, Chris Bryant, Nick Brown e la presenza anche di Michael Cashman che si batte da sempre per i diritti glbt.

Il Primo ministro ha parlato con loro e pare che la persona più felice di quel convivio che, per ovvie ragioni, era in forma privata, fosse proprio la moglie di Gordon, Sarah Brown che ha poi partecipato anche al Gay Pride. Ma ve la immaginate da noi, la Lario che sfila al Gay Pride? Chissà, forse se il marito non l'avesse messa in quelle assurde condizioni...

Brown ha promesso ai partecipanti che farà ancora molto per la comunità glbt inglese, serve - ha detto - anche un cambiamento culturale nelle scuole e anche nello sport, seguendo la linea di molti club che si sono date regole precise per combattere l'omofobia dei tifosi.

Al Gay Pride, svoltosi nel pomeriggio, la politica si è fatta bipartisan: sia laburisti e conservatori e liberali hanno partecipato al corteo festoso. Il ministro del Foreign Office ha applaudito la recente decisione dell'India di depenalizzare l'omosessualità e ha ricordato che ora necessita battersi perché questo accada anche in altri stati come l'Iran o la Giamaica, dove i gay sono ancora perseguitati e uccisi.

Di Gay Pride nel mondo, ne sentiremo parlare ancora, visto che si svolgeranno fino a settembre. Speriamo non ci prenda altra angoscia nel dover registrare un'Italia bloccata, sacerdotale, omofoba dove i nostri record non sono le presenze politiche gayfriendly, le battaglie vinte, ma l'ennesima aggressione verso gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. E un Vaticano che dice che contiamo meno di una zanzara.

Foto/millennialmyth

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