"Gay come i nazisti" secondo i Lefebvriani

Tutti sanno - o hanno gli strumenti per sapere - che i nazisti perseguitarono, fra gli altri, anche le persone omosessuali e che fecero morire almeno 15mila persone nei campi di lavoro dove erano state mandate per il loro orientamento sessuale. Ci vuole un bel coraggio, quindi, nel paragonare i gay alle SS e quelli che si oppongono al Gay Pride a quelli che si opposero a Hitler.

Eppure è proprio questo il paragone fatto dai Lefebvriani tedeschi, gli scismatici riammessi da Papa Ratzinger nella chiesa cattolica. Sul mensile Mitteilungsblatt, un lungo articolo invita i padri di famiglia a protestare contro il Gay Pride di Stoccarda, previsto per il primo agosto:

"Andate per strada e gridate: 'Non vogliamo che la nostra patria si trasformi in una Sodoma e Gomorra!'. Quanto siamo orgogliosi quando in un libro di storia leggiamo che sotto il Terzo Reich c'erano dei cattolici coraggiosi che dissero: 'Non partecipiamo a questa follia!'. Allo stesso modo oggi devono esserci di nuovo dei cattolici coraggiosi".

Non è la prima volta che questa specie di setta mette in imbarazzo il Papa che ha deciso di togliere la scomunica voluta da Giovanni Paolo II, che non era certamente progressista. Stavolta, oltre alla comunità lgbt tedesca, si sono mobilitati anche gli ebrei e il mondo politico. Ma attaccare i gay è diventato ormai uno sport di massa.

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