Vahid, il gay iraniano è libero grazie alla nostra mobilitazione


Bisogna, con molto orgoglio, ammettere che se le battaglie si fanno bene, i risultati, seppur difficili, arrivano. Così, Vahid Kiani Motlagh, il 32enne gay iraniano, fermato in Francia il 25 maggio scorso, è ora libero in Italia e vive con il proprio compagno Patrick a Roma. Sulla vicenda di Vahid, si era mobilitata Arcigay Roma e il Gruppo EveryOne che avevano chiesto nei giorni scorsi, l'intervento della Farnesina e l'appoggio dei movimenti e dei singoli glbt. Anche noi di Queerblog, per quel che abbiam potuto, ci siamo interessati alla vicenda e vediamo con soddisfazione che la mobilitazione ha dato risultati eccellenti.

Del caso è stato investito anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini e il ministro Frattini. Ora si dicono felici quelli di EveryOne e Fabrizio Marrazzo di Arcigay Roma che afferma: «Ci uniamo a Vahid e Patrick che ringraziano tutte le persone e le associazioni che in queste ore si sono impegnate per la sua liberazione. La nostra comunità è stata molto solidale e unita.». Da parte loro anche EveryOne ringrazia, oltre ai già citati, Certi Diritti e la Fondazione Massimo Consoli - o che hanno promosso iniziative a sostegno della nostra campagna; Arcigay e Arcilesbica Roma, che seguono Vahid nelle istanze di protezione umanitaria e asilo; GayNet, Azione Trans e una rete internazionale di organizzazioni per i Diritti Umani. Un grazie infine agli on. Concia e Della Vedova; agli eurodeputati Lambert, Romeva, Cashman, In´t Veld, Lunacek, Gröner; a Dirk De Meirleir, direttore di ILGA-Europa; al PRI e ai giovani ebrei d'Italia, che hanno sollecitato il Governo a interessarsi del caso e attivare canali diplomatici per fornire protezione umanitaria immediata a Vahid.

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