Della Vedova: il PPE in Europa è favorevole ai diritti LGBT


Viste le ultime dichiarazioni del senatore Carlo Giovanardi sembra sempre più difficile, a meno di un'abile mossa politica messa a punto con una legge come quella che Rotondi e Brunetta avevano messo in cantiere e che, se approvata, seppellirebbe a mio parere ogni richiesta di seria parificazione fra diritti di coppie etero ed quelli delle coppie omosessuali, che la destra italiana riesca ad accogliere le richieste di diritti civili da parte di cittadini gay e lesbiche che evitentemente, visti i risultati delle elezioni degli ultimi due anni, sono però parte di quell'elettorato che l'ha mandata al governo.

A rilanciare l'annosa questione della relazione fra politica e le battaglie per i diritti civili é ancora una volta una famosa mosca bianca del centro-destra italiano, Benedetto della Vedova, distintosi in passato per aver aderito alle manifestazioni romane di piazza Farnese per gli allora "Pacs" ma anche al Pride, che ha reso noto ieri nientemeno che dalle colonne de Il Secolo d'Italia il suo diappunto per quanto dichiarato da Giovanardi, parlando di una necessaria condanna delle politiche “nataliste” del fascismo al pari di quelle “denataliste” cinesi e riconducendo certamente più giustamente gli squilibri democrafici europei a politiche economiche e di welfare totalmene inadatte e ad un dibattito sul tema della "famiglia" dal sapore vagamente ideologico, piuttosto che alla maggior concessione di diritti a questa fantomatica lobby gay che in Italia sembra essere una vera e propria chimera.

Certo è che il fatto che i diritti civili vengano considerati una prerogativa di un solo colore è un'altra delle anomalie tutte italiane che mettono vagamente a disagio il centro-destra italiano all'interno del Partito Popolare Europeo avvicinandondolo in questo caso maggiormente alle posizioni più radicali dei movimenti di estrema destra che alle elezioni di inizio giugno hanno fatto il pieno di voti in diversi paesi.

Bisognerebbe capire insomma perchè se ad esempio Sarkozy può rimettere in discussione la legge sui Pacs francesi, non per distruggerla o abrogarla, ma per migliorarla ed estenderla, se il leader popolare spagnolo Rajoy può dichiarare che, nel caso dovesse scalzare uno Zapatero che con la crisi ha iniziato a mostrare qualche segno di stanchezza, non toccherebbe nella sostanza la legge sui matrimoni gay, dalle nostre parti si è dovuto smettere di parlare di diritti minimi per scongiurare una crisi di governo di cui, a distanza di poco tempo, qualcuno ancora si vanta, perchè le associazioni LGBT guardino spesso avidamente ed in maniera più o meno evidente al mondo di quei partiti che fanno delle loro posizioni liberticide loro comun denominatore della politica italiana in toto e perchè in tutto questo lesbiche e gay sembrano rimanere quasi sempre degli spettatori assenti e privi di amor proprio.

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