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Victoria Cabello o LaPina: chi è la vostra icona queer?

Pubblicato: 17 giu 2009 da egizia mondini

Di icone gay se ne parla spesso, e a volte anche a sproposito. Chi lo è storicamente, chi culturalmente, chi perché caratterialmente corrisponde a certi canoni, chi trova riscontro e simpatie tra i gay per i più svariati motivi. Ma ci sono dei personaggi contemporanei che più che icone sono delle vere e proprie sorelle e che del mondo glbt sono parte attiva. Non parleremo quindi delle solite, e intoccabili, Cher, Barbra Streisand, Raffaella Carrà o Mina ma di due donne che per tanti, tantissimi motivi si sono dimostrate parte del popolo raimbow.

Perché di testimonial più o meno occasionali ne spuntano fuori ogni anno, ma qui non voglio parlare di quelle che se ne escono con frasi tipo “Sono vicina ai gay perché ho tanti amici gay e sono tutte persone meravigliose”. No, questa volta parlo di quelle che in mezzo ai gay ci stanno davvero, ci vivono, condividono, e si vede la differenza, eccome se si vede. La differenza che passa dall’avere un gay come truccatore a fare parte delle comunità. E’ questo il caso di due donne dei nostri tempi, donne dello spettacolo forti di una comunità glbt che le adora, che loro adorano, contaminandosi reciprocamente. Sono Victoria Cabello e LaPina (entrambe candidate a sostituire Simona Ventura a X Factor).

Perché icone e perché “sorelle”? Perché sono ispirazione continua, per il loro stile ironico e dissacrante. Perché si circondano di gay nei loro programmi e i loro autori (o co-conduttori) sono tutti frocissimi. Perché il loro è uno stile camp sia nell’immagine che negli argomenti. Perché si prendono in giro da sole. Perché hanno la capacità di parlare di cose serie facendole sembrare frivole e viceversa. Perché, come i loro amici e colleghi, adorano gli uomini e degli uomini sono vittime. Perché nei loro programmi il modo di trattare le notizie risente di una palese influenza queer. Perché sono donne intelligenti e atipiche, non bellissime ma favolose. Adesso però voglio sapere da voi: perché vi piacciono o non vi piacciono Vic e laPina e soprattutto chi preferite delle due? Avremo modo di far pervenire loro i risultati di gradimento dei lettori di QueerBlog. Fatevi sotto e votate la nostra icona queer.



Victoria Cabello e LaPina

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di The Ant

    The Ant

    17 giu 2009 - 13:03 - #1
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    Io adoro entrambe… e scegliere è stata durissima. :D
    Un ‘brava!’ a Egizia per questo pezzo - davvero gradito e ben costruito (sondaggio compreso)

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 13:09 - #2
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    troppo buona. hai visto sono pari in questo momento!

  • Agent Q

    17 giu 2009 - 14:21 - #3
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    L’articolo e’ molto carino pero’ mi permetto di farti un appunto… Vittoria e La Pina sono prima di tutto donne forti come noti giustamente tu. Quindi perche’ le piazzi solo in un immaginario maschile gay? A me sembra che possano essere icone positive sopratutto per le ragazzine queer e lesbiche che le guardano, tramortite come sono da veline e modelli di femminilita’ piattissimi e opprimenti sbattuti ovunque. E comunque perche’ usi la parola gay per parlare solo degli uomini gay e tutti gli altri, donne lesbiche e uomini trans (F2M) sopratutto, li ignori completamente? Perche’ delle nostre icone non si parla mai (come d’altronde di noi in generale…)?

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    17 giu 2009 - 14:35 - #4
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    Mmmmm….
    Non credo che egizia abbia bisogno di difensori d’ufficio (e con me nelle vesti di… sicuro che la causa la perde ;D) però mi pare che:
    - il titolo parla di ‘icone queer’
    - nel pezzo la parola ‘gay’ viene utilizzato spessissiomo per indicare gli amici e/o collaboratori professionali (maschi e gay) delle due e non per indicare genericamente persone GLBT
    - nel pezzo si parla di ‘comunità glbt’ e ‘influenze queer’ e tutto il resto…
    Quindi, Agent Q, non mi pare ci sia alcun intento ‘lelloscurantista’ nell’articolo.
    Mi spieghi meglio?
    Thanx

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 14:37 - #5
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    guarda agent, io quando parlo di gay intendo SEMPRE glbt, è stato un caso che stavolta non abbia usato la sigla completa ma naturalmente sono entrambe due icone glbt a tutto tondo, altro che immaginario solo maschile, assolutamente!
    non ti dimentico mai la comunità di cui mi sento fieramente parte

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 14:38 - #6
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    ci manca che proprio io sia lelloscurantista!!!grazie ant
    ma se c’è biosgno di chiarire sono sempre pronta. meglio non dare mai nulla x scontato, se agent aveva dei dubbi, è bene averli chiariti (e grazie della tua analisi)

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 14:39 - #7
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    ah vedi l’avevo messo glbt, me pareva strano! :-D

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 14:43 - #8
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    agent un’ultimacosa: io di ftm mi sono occupata spesso. se vuoi ti segnalo alcuni articoli e speciali usciti al riguardo. ho anche partecipato a un convegno trans come relatrice…

  • Agent Q

    17 giu 2009 - 14:56 - #9
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    Ok, grazie per il chiarimento.

    E’ vero si parla di icone queer ma poi da come ne parli sembra che pensi sopratutto a come VIctoria e La Pina si rapportano agli uomini gay e alla cultura gay maschile. Alla lista dei “perche’”, mi riferisco sopratutto. Visto che dici “Perché, come i loro amici e colleghi, adorano gli uomini e degli uomini sono vittime”, ci sarebbe stato bene “un perche’” che si riferiva esplicitamente alle donne e a quello che le due possono significare per le lesbiche, dico solo questo…

    Ant, infatti non credo che ci sia un intento consapevole di cancellare le lesbiche e i ragazzi trans, ma e’ proprio questo che mi spaventa: che senza pensarci ci annulliamo dentro ad un identita’ LGBT generica che in realta’ e’ tutta disegnata (nelle sue logiche e attraverso alle sue icone) ad immagine e somiglianza dell’uomo gay (e di un modello particolare di uomo gay tra l’altro…). Lo faccio anch’io purtroppo, eh! Non voglio fare quell@ che si mette sul pulpito, sono solo spunti sui quali rifletto spesso.

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    17 giu 2009 - 15:20 - #10
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    @Agent Q - no, grazie a te del chiarimento… Voglio dire che trovo molto molto interessante la parte finale del tuo post. Non mi ero mai interrogata su niente del genere.
    E il confronto su queste cose è sempre benvenuto.
    Specie per me (e per quanto limitatamente e poche righe di post su un blog).

    Ma io sono una lesbica ’selvatica’… nel senso di cresciuta in provincia, lontano da “standard di conformità” al mondo dei ‘giri’ soliti… Ho fatto fatica tripla a trovare una mia identità, certo. Ma allo stesso tempo posso rivendicare la mia soggettività senza dover ricorrere (consapevolmente o no) a modelli particolari (tanto meno maschili e gay: oggesù, niente di più lontano da me). Voglio dire: ho accettato la mia parte maschile e le voglio bene. Questo fatto solo è riuscito a fare di me una donna (lesbica) compiuta.

    Ma come al solito ho fatto più casino che chiarezza…

    Va bè. Grazie lo stesso! :D

  • egizia mondini

    17 giu 2009 - 15:31 - #11
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    wow e chi l’avrebbe mai pensato che da un post così frivolo e divertente ne usciva fuori un dibattito così interessante e pregno?
    be’ grazie.
    cmq agent nella lista dei xchè c’ho messo tante cose, alcune riguardano tutti, alcune solo alcuni di noi… ma non voleva nemmeno essere un elenco esaustivo…

    sul fatto che spesso ci dimentichiamo di parti di noi hai ragione. x questo io, come altri, cerchiamo sempre di dare un’informazione + onnicomprensiva.
    sugli ftm ho curato uno speciale qualche mese fa su Aut Magazine ma anche su Queer mica scherziamo (http://www.queerblog.it/cerca/FtM)…

    ma fai bene a sottolineare!

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    17 giu 2009 - 18:09 - #12
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    @Agent Q - mi spieghi meglio questo? “senza pensarci ci annulliamo dentro ad un identita’ LGBT generica che in realta’ e’ tutta disegnata (…) ad immagine e somiglianza dell’uomo gay (e di un modello particolare di uomo gay tra l’altro…).”
    Voglio capire meglio. Se non ti dispiace approfondire…
    :)

  • Agent Q

    17 giu 2009 - 19:46 - #13
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    Ok, ant, grazie per l’interesse… spero che possa interessare anche ad altri il tema… sarebbe bello sentire altre lesbiche…

    Allora, il mio timore e’ che dietro al nome collettivo “comunita’ LGBT” ci sia troppo spesso solo una faccia, quella dell’uomo gay belloccio palestrato con una certa disponibilita’ economica.

    Il movimento LGBTQI e’ per definizione un movimento misto, dentro ci stanno sia uomini che donne che tutti quelli che non si sentono appartenere a nessuna delle due categorie… pero’ siccome nella nostra cultura trai due sessi c’e’ un’ assimetria di potere (cioe’ in questa cultura il potere ce l’hanno gli uomini), questa assimetria si riproduce anche in una comunita’ che dovrebbe essere diversa, “alternativa”…

    Infatti, come negare che all’interno della comunita’ LGBTQI italiana (ma nel resto dell’Europa secondo me sono messi pure peggio a volte) le lesbiche abbiano immensamente meno visibilita’ degli uomini gay (nonostante nel movimento, cioe’ nel fare politica, siano spesso e volentieri sopratutto loro che si sbattono… penso a figure varie di donne “biologiche” e non, legate a vari settori del movimento dalle piu’ “mainstream” alle radicali, da Paola Concia a Imma Battaglia a Rossana Praitano a Porpora Marcasciano a Nicoletta Poidimani ecc ecc)?

    Nel senso che semplicemente nei locali gay ci trovi dappertutto una stragrande maggioranza di uomini, al cinema se di omosessualita’ si parla, sono quotatissimi gli uomini, in TV pure, e piu’ in generale quando la gente parla di omosessuali pensa prima di tutto all’uomo…

    Insomma il corpo lesbico e’ sempre piu’ invisibile e di conseguenza le violenze che le lesbiche subiscono rimangono invisibili, non vengono denunciate, perche’ a malapena esiste questa figura, questa costruzione identitaria nell’immaginario comune, quella della lesbica… Dico la lesbica vista come soggettivita’ vera e propria che si muove nel mondo con un percorso, una storia, delle rivendicazioni e non come la donna etero che si dedica a pratiche lesbiche rivolgendosi allo sguardo maschile… alla Madonna/Britney Spears insomma. Quella non e’ visibilita’ lesbica.

    Ma il punto a cui volevo arrivare e’ un altro: quando noi lesbiche che di questa comunita’ ci sentiamo fare parte, parliamo di un nostro modo comune di essere di tutta la comunita’, quando parliamo per esempio della nostra “frivolezza”, dell’essere “favolose”, di “stile camp”, quando ci sentiamo rappresentat@ da una certa musica e da una certa estetica, e associamo queste cose a tutt@ le soggettivita’ della nostra comunita’, a chi stiamo facendo implicitamente riferimento? Da quali storie stiamo traendo questo immaginario e questa rappresentazione di noi? A me sembra che stiamo associando a tutti un percorso che appartiene agli uomini, e a neanche a tutti gli uomini. Con il discorso dell’icona gay questo e’ particolarmente chiaro. Le icone gay sono tutte donne sulla cui immagine gli uomini gay dovrebbero modellare la loro “rappresentazione di genere”. Dov’e’ lo sguardo lesbico nel guardare alle altre donne e eventualmente pure agli uomini per appropiarsi della mascolinita’ (come fanno gli uomini gay con le femminilita’ delle varie Madonna etc…)? Dove sono le lesbiche mascoline? E le nostre storie dove stanno? Dove sono i modi in cui le lesbiche hanno nei secoli reinventato il modo di essere donna secondo le loro esigenze e dalla loro posizione marginale? Dove vedi rappresentato questo?

    Ok, questa volta mi sa che non sono stat@ tanto chiar@ io… dimmi tu se c’hai capito qualcosa, altrimenti riprovo… grazie per l’ascolto comunque!

    @Egizia: grazie dei link! Molto interessanti! Si, apprezzo il tuo impegno e quello del blog, forse il mio era piu’ un discorso generale, ho solo preso spunto da te per il discorso dell’”icona gay”…

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    18 giu 2009 - 10:45 - #14
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    @Agent Q - prima di tutto grazie. Penso ti ci sia voluto un bel po’ per scrivere il tutto. Io pure ci ho messo un po’ per leggerlo… :D e ne è valsa di certo la pena.
    Mi hai fornito ‘brain food’ che mi basterà per tutta la giornata (con buona pace del lavoro d’ufficio).
    Questo soprattutto ha catturato la mia attenzione:
    “Dove sono le lesbiche mascoline? E le nostre storie dove stanno? Dove sono i modi in cui le lesbiche hanno nei secoli reinventato il modo di essere donna secondo le loro esigenze e dalla loro posizione marginale? Dove vedi rappresentato questo?”
    Subito mi sono venute in mente immagini (forse banali) di tante attrici e ruoli delle stesse che per me hanno rappresentato ‘icone lesbiche’.
    Facile, fin qua, no?
    No.
    Perché subito dopo mi sono resa conto che queste ‘icone’ io non le ho mai condivise (se non con la mia compagna, commentando questa o quella rappresentazione, film. ecc.)… Nessuna ‘comunicazione’, nessun consolidamento (o al contrario, nessun indebolimento) di quelle immagini che magari sono valide solo nel MIO PERSONALE immaginario…
    Hai ragione: c’è poca rappresentazione dell’immaginario lesbico. Dello ’sguardo lesbico’ come ben dici tu.
    Prima cosa (banalissima) che mi viene in mente? Proprio il modo in viviamo i rapporti. Molto chiusi. Molto attorcigliati su sé stessi e/o intorno al gruppetto claustrofobico epperò mai davvero aperto in cui ci si è conosciute. Ho letto su un altro blog una splendida definizione ‘groviglio lello’ che mi pare renda l’idea meglio di quanto sappia dire io.
    Che comunicazione VERA ci può essere senza APERTURA?
    Però - ripeto - magari è solo una superficialissima analisi, la mia…
    Sono interessata a sapere cosa ne pensi tu e cosa ne pensano altre.
    In tutto questo credo che io e te si abbia una premessa in comune: la VISIBILITA’ (e non parlo di quella che tu ben definisci “alla Madonna/Britney Spears”) è passaggio fondamentale verso una identità non più ‘annacquata’ da altro tipo di influenze.
    Buona giornata.

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    18 giu 2009 - 10:50 - #15
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    Per tornare sul frivolo… ieri notte visto quella che probabilmente era una replica di ‘Victor Victoria’ con lei e Ambra Angiolini che litigavano e si picchiavano (manco troppo per finta). Con Ambra che a un certo punto guarda in camera e indicando un mezzo ematoma sulla sua spalla fa ‘Francesco, guarda che non è un succhiotto’ e la Cabello ‘Bè… se hai baciato la Bignardi, ci sta che vieni da me e ti fai fare un succhiotto….?!’. Ambra di rimando ‘Sei gelosa??’
    Che dire? Non so se questo è lo sguardo lesbico giusto… però la scenetta l’ho gradita molto. Molto.
    :D

  • Agent Q

    18 giu 2009 - 11:52 - #16
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    Ecco, esatto, proprio a quello mi riferivo: a quel passaggio dal nostro percorso personale o condiviso al massimo con un’altra lesbica alla sfera pubblica, e quindi all’immaginario collettivo, e quindi alla visibilita’ lesbica vera e propria… quel passaggio manca!

    E non manca solo in Italia. Anzi manca molto piu’ tragicamente in quei paesi nord europei (io in uno ci vivo) che le lotte le considerano archiviate e gay e lesbiche paiono “accettati”… tragicamente perche’ in questi paesi speranze di evoluzione in questo senso non ce ne sono… comunque in Italia si prospetta un percorso simile se il movimento continua a pensare solo in termini di “progresso” “diritti” “accettazione” e quindi assimilazione…

    Comunque quello che mi preme sottolineare e’ che si tratta semplicemente di un problema di misoginia, non e’ una roba tanto complessa! La cultura etero e’ misogina e lo e’ anche quella gay. Perche’ essenzialmente la comunita’ gay e’ dominata da maschi che hanno imposto un paradigma che e’ sessista oltre a essere classista (i modelli gay di riferimento sono i Dolce e Gabbana pieni di soldi, e il gay “liberato” e’ sopratutto un gran consumatore…) e pure un po’ razzista (l’uomo gay rappresentato e’ sempre bianco, l’uomo non bianco appare solo come oggetto del desiderio bianco…). Ok, l’ho sparata un po’ grossa nella speranza che intervenga anche qualcunaltro…

    Invece per quello che riguarda il siparietto Ambra/Victoria, anche a me piacciono molto ste cose quando le becco. E credo che abbiano un valore per le donne italiane. Pero’ e’ vero che con una scenetta come questa rimaniamo sempre un po’ (non troppo devo ammetterlo) nell’immaginario rosa confetto dell’interazione omoerotica molto soft, un po’ adolescenziale e ancora lontana dalla realta’ lesbica… perche’ Ambra e Victoria sono comunque donne riconscibili come donne etero e questa e’ la rassicurazione fondamentale di cui lo spettatore ha bisogno… e’ la lesbica mascolina a cui viene sistematicamente interdetto ogni spazio pubblico.

    Buona giornata a te!

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    18 giu 2009 - 12:29 - #17
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    Cara Agent Q… alla faccia del bicarbonato… avrebbe detto Totò…
    Tu poni sul piatto una faccenduola da nulla, insomma…
    Ovvero (sintetizzo brutalmente) quanto l’identità lesbica possa/debba essere rivoluzionaria rispetto al modello culturale esistente. Quel modello che vede (anche nelle società in cui i diritti civili sono avanti anni luce rispetto al Belpaese) la misoginia come rumore di fondo, suono di un flusso che scorre ininterrotto da millenni e che porta AL MINIMO un ruolo sempre in secondo piano della donna; all’ESTREMO alla violenza e alla discriminazione contro le donne.

    Mammamia quanta roba hai messo sul tavolo della discussione!!

    Ma davvero se ne può discutere qua? Tra Ambra e La Pina e i siparietti fintolesbo (che pure ci vogliono peccarità signora mia)?
    Egiziaaaaa! Ci sei? Come si fa a scambiarsi una mail senza comunicarla al mondo intero?

  • Agent Q

    18 giu 2009 - 13:20 - #18
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    Ah ah ah! Hai ragione Ant, ho esagerato… ma mi piace l’idea di mescolare serio e faceto (sara’ la famosa influenza camp…?) …e Ambra e’ sempre stata un po’ rivoluzionaria infondo, gia’ dai tempi di non e’ la rai…

    Comunque hai riassunto perfettamente quello che volevo dire…

    Forse hai ragione, questa conversazione non e’ il contesto piu’ appropriato per approfondire questa questione… (che magari saltera’ di nuovo fuori da altri thread…)

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    18 giu 2009 - 14:32 - #19
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    “mi piace l’idea di mescolare serio e faceto”
    Quoto e sottoscrivo. E tanto più saremo capaci (tutti/e) di farlo, più saremo efficaci nel veicolare messaggi favorevoli alla comunità glbt all’esterno. Non importa quanto estremi e/o radicali.
    Ciao!

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