In dieci territori brasiliani i gay possono sposarsi. Ma l’omofobia rimane sempre molto forte

È inarrestabile il cammino del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Brasile. In questi ultimi giorni, due nuovi stati – Paraná e Mato Grosso del Sud – si sono uniti alla lunga lista di territori brasiliani in cui le coppie lesbiche e gay possono sposarsi.

In dieci territori brasiliani i gay possono sposarsi. Ma l’omofobia rimane sempre molto forte

Da maggio 2011, quando la Corte Suprema Federale del Brasile, si è pronunciata a favore delle coppie dello stesso e ha riconosciuto loro il diritto a costituire un’unione stabile con gli stessi diritti di quelli delle coppie etero, sono state emesse varie sentenze da parte di singoli stati che legalizzano le nozze tra persone dello stesso sesso.

A giugno 2011 due tribunali – uno di São Paulo e l’altro di Brasilia – hanno riconosciuto i due primi matrimoni gay. Poi altri stati hanno seguito l’esempio, a cominciare dal piccolo stato di Alagoas che ha permesso alle coppie dello stesso sesso di fare domanda di matrimonio senza bisogno di sentenza di un tribunale; quindi è stata la volta di Sergipe, Espírito Santo, Bahía, nel Distretto Federale, a Piauí, quindi São Paulo e nei giorni scorsi Ceará. A questi si sono aggiunti lo stato del Paraná e quello del Mato Grosso del Sud. Tutti questi territori (nove stati su ventisei più il Distretto Federale) riconoscono il matrimonio ugualitario senza bisogno di una sentenza previa, sia nel caso di nozze celebrate direttamente o nel caso in cui delle unioni civili registrate in precedenza vogliano essere riconosciute come sposate.

Sebbene confusa, la situazione del matrimonio ugualitario in Brasile si incammina verso un riconoscimento territoriale che riguarda diversi stati.

L’omofobia del presidente della Commissione Diritti Umani


Proteste in Brasile contro l'omofobia di Marco Feliciano, presidente della Commissione Diritti Umani della Camera

I passi in avanti della realtà giuridica contrastano con l’omofobia e la transfobia presenti in ampi settori della società brasiliana. Omofobia e transfobia che ogni producono decide di assassini di persone lgbt, soprattutto di donne transessuali.

Quest’odio giunge anche ai vertici delle istituzioni, come dimostra il caso del deputato Marco Feliciano, presidente della Commissione Diritti Umani della Camera dei Diputati che, a dispetto della Commissione che presiede, non lavora affatto per il rispetto dei diritti umani. Ultimamente Feliciano ha dichiarato di essere vittima di una “dittatura gay”. E ha detto questo nel corso di un’intervista in cui affermava che l’omosessualità può essere “curata” grazie “all’aiuto psicologico e spirituale” (non dimentichiamo che Marco Feliciano è un pastore evangelico).

Diversi ex presidenti ed ex vicepresidenti della Commissione oggi presieduta da Feliciano hanno firmato un documento in cui rigettano le sue posizioni e fanno notare come la sua presidenza sia gettando discredito su tutta la lotta per i diritti umani in Brasile.

Ci sono state anche manifestazioni in piazza contro le posizioni retrograde di Marco Feliciano.

Via | Dos Manzanas

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