Cultura gay: due chiacchiere con Gianluca Polastri

Copertina del libro In viaggio con Martha di Gianluca PolastriLa lettura del romanzo In viaggio con Martha mi ha dato l'occasione di conoscere Gianluca Polastri, scrittore e pittore molto impegnato nella diffusione della cultura gay. Attualmente Gianluca è alle prese con un paio di lavori editoriali, ma ha trovato il tempo per fermarsi a parlare un po' con noi di Queerblog.

Considerato che sei anche un pittore, presentati ai lettori di Queerblog come se stessi descrivendo un quadro...
Se dovessi descrivermi con un quadro, mi dovrei rifare a un dipinto di Giacomo Balla, uno di quelli in cui si percepisce il movimento come azione scenica. Chi mi conosce sa che non so stare fermo un attimo, ma al tempo stesso amo dare un senso a tutto ciò che faccio. Fra i possibili dipinti, mi viene in mente, per esempio, La mano del violinista: quella sovrapposizione di istanti, quasi frammenti fotografici, con cui l’artista ha ritratto il movimento del musicista. Ecco, io mi sento come una sovrapposizione di sensazioni ed emozioni, che si trasformano costantemente per non perdere energia. Una volta si vestono da poesia, una volta da quadro e l’altra da romanzo. Se però vado a scavare più a fondo, mi accorgo che nel mio cosmo, di amici e conoscenti, vivo il mondo magico dei disegni di Lele Luzzati, dove c’è sempre un posto per un raggio di sole.

Collabori con la Fondazione Sandro Penna, di cui sei stato anche responsabile per le attività culturali: dicci la tua sulla cultura gay italiana
Credo che si sia fatto molto in questi ultimi trent’anni sul piano culturale. Sono state soprattutto figure come Giovanni Dall'Orto, Francesco Gnerre o Vincenzo Patané ad aver gettato le basi, per far sì che si sviluppasse, anche nel nostro Paese, una vera e propria cultura gay. Per fortuna, pur se con grave ritardo, oggi anche in Italia si può parlare di letteratura omosessuale. Sono sempre più numerosi gli autori diventati, negli anni, un importante punto di riferimento per il pubblico gay e non solo. Penso ad Aldo Busi, Matteo B. Bianchi, Alessandro Golinelli, Gianni Farinetti, Giancarlo Pastore, Walter Siti, Gilberto Severini, Luca Bianchini, Andrea Demarchi o Mario Fortunato. Anche la poesia ha raccolto i suoi bei nomi con Elio Pecora, Gian Piero Bona e Antonio Veneziani, o, fra i più giovani, Alessandro Pola, Luca Baldoni, Gandolfo Cascio, Paolo Cecchini e Andrea Aste. La cultura gay italiana è in fermento e non ha nulla da invidiare all’Europa. È finita l’epoca degli autori tormentati o di quelli terrorizzati dalle ‘etichette sociali’. Oggi esiste un punto di vista gay. Credo, però, che i migliori risultati li otterremo in futuro. Sono infatti moltissimi i giovani che frequentano ancora l’università e che hanno già maturato una profonda consapevolezza di sé. Sono convinto che ci riserveranno delle belle sorprese.

A che punto del tuo cammino si colloca il tuo romanzo “In viaggio con Martha”?
Avevo bisogno di raccontare stati d’animo che con la poesia e la pittura non sarei riuscito a esprimere. Quando il motivo che ti spinge a scrivere assume connotazioni più complesse, che non possono essere riassunte in una sensazione o un’immagine, la prosa è l’ottimo compromesso fra ragione e passione. Ho cominciato a scrivere questo romanzo alla fine di una storia d’amore molto importante. Avevo vissuto per quasi undici anni con lo stesso ragazzo e avevo bisogno di sentire parlare ancora d’amore. Un po’ come quando muore una persona a cui hai voluto molto bene e desideri ardentemente rivederla almeno per un istante. Non ero ancora pronto a rivivere una storia vera e il sentiero virtuale del romanzo mi ha permesso di provare emozioni reali, in un mondo di carta. Anche se, in fondo, le storie d’amore, nel romanzo In viaggio con Martha, sono sicuramente secondarie rispetto all’intrigo internazionale o le rivelazioni sul quadro di Botticelli.

Ritieni che l'arte possa essere un modo interessante per esprimere la propria sessualità?
L'arte è il modo più raffinato per esprimere e trasmettere le proprie emozioni e la sessualità è, senza dubbio, la fonte più ricca di sensazioni che la vita ci abbia riservato, perché ci coinvolge integralmente. Una sessualità che nei miei libri vivo sempre come confronto. Non è mai un atto di egoismo, finalizzato al puro piacere personale, ma è la ricerca dell’altro da sé. Il sesso è il linguaggio più vicino alla natura che abbiamo conservato e l’arte è il linguaggio più vicino alla cultura che abbiamo maturato. Nulla può essere più interessante di questa commistione di apollineo e dionisiaco.

Hai curato un'antologia di poesia gay: quali sono i temi principali che un gay - uomo o donna - affronta nelle sue poesie?
Spesso i gay riescono a dichiarare solo nelle poesie quell’amore incondizionato a cui spesso la vita reale li sottrae. Gay e lesbiche sono, prima di tutto, testimoni di un sentimento che, soprattutto a causa degli ostacoli che ancora devono superare, sembra essere più vivo e genuino di quello, forse un po’ stanco, che incontriamo in tante poesie d’amore di autori eterosessuali. L’amore, però, non è l’unico tema. Spesso sono presenti argomenti politici, nella forma più pura della poesia civile, o l’incerta ricerca di sé, in versi autobiografici appena sfiorati da una punta di narcisismo. Senza dubbio, però, in questo momento la poesia d’amore assume un ruolo fondamentale. Grazie a quelle parole che possono apparire dolci e innocue, possiamo dimostrare al mondo che la coppia gay esiste ed è soggetto di diritti. Un vero smacco per quelli che negli anni ’70 ritenevano la poesia amorosa poco impegnata. Combattere per amore, quello vero, è la più trasgressiva delle rivoluzioni.

Cosa vuol dire essere un autore di libri a tematica omosessuale?
Scrivere di un tema così imprescindibile per la vita di tante persone, e così attuale per una società incredibilmente confusa, significa prima di tutto essere protagonista del mondo che cambia. Vuol dire che si è deciso di non lasciare che siano altri a parlare per noi, deformando la realtà. Dobbiamo essere noi i primi a non considerare più l’omosessualità un problema e denunciare i problemi che ancora è costretto ad affrontare chi sia omosessuale. Dobbiamo essere noi a dare ai nostri scritti la stessa dignità di tutti gli altri generi. Si può fare letteratura gay e avere l’ambizione di poter parlare a tutti.

Gianluca Polastri
In viaggio con Martha
Ananke, 2008
258 pp, euro 13,50

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