Tennessee: due scuole querelate per aver bloccato l'accesso a siti gay

L'American Civil Liberies Union ha denunciato, su segnalazione del bibliotecario e di alcuni studenti, due scuole dello stato del Tennessee per aver bloccato l'accesso a siti internet a tematica LGBT. L'associazione ha dato alle due scuole trenta giorni per risolvere l'inconveniente ed ha poi proceduto con la denuncia.

Queste scuole usano un filtro che blocca il contenuto di siti potenzialmente inappropriati come quelli a contenuto sessuale. Fin qui niente di strano se non fosse che chi ha impostato il filtro ha ritenuto di dover bloccare tutti i siti che contenegnono nell'URL la parola "gay" bloccando così anche portali di informazione, di intrattenimento, siti di associazioni e persino blog!

La ACLU ha però commentato con ironia il fatto che stranamente il filtro permette tranquillamente l'accesso ai siti "ex-gay" che parlano delle cosidette terapie riparative ed è proprio a questa differenza di trattamento che l'associazione si è potuta appigliare per denunciare una violazione del Primo Emendamento che, nella costituzione USA, garantisce a tutti pari libertà d'espressione. Certo è che il fatto che diversi siti di area LGBT vengano identificati come porno anche se con la pornografia non hanno assolutamente nulla a che fare non è un problema solo americano e succede spesso, al di là del loro reale contenuto, anche dalle nostre parti. A voi è mai capitato di non poter accedere ad un sito dal contenuto palesemente softcore ma che aveva l'unica pecca di contenere qualche parola che non era propriamente simpatica al vostro datore di lavoro?

Foto | Notionscapital

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