«Schifosi e sporcaccioni». A Genova si è aperta la bagarre contro il Gay Pride nazionale

Bisogna proprio che ci armiamo di santa pazienza. Bisogna proprio che al Gay Pride nazionale che si terrà quest'anno a Genova, andiamo proprio tutti. Bisogna che le istituzioni e il sindaco del capoluogo ligure, facciano capire a certi loro colleghi che non siamo un paese fondamentalista e che nessuno può oltraggiare la dignità di altri. Del perché bisogna tutto questo, è la solita, indecente bagarre che si è aperta a Genova contro le iniziative del Gay Pride.

"Due regine. Due re", il laboratorio per bambini alla Biblioteca De Amicis, di sabato scorso, organizzato dal Comitato per il Gay Pride, ha fatto gridare allo scandalo qualche consigliere regionale e comunale del Pdl. Uno tra questi, Nicola Abbundo, ha stigmatizzato il silenzio delle istituzioni e si è detto indignato e contrario al coinvolgimento di bambini e minori nel Gay Pride e in generale nelle tematiche omosessuali, avversate, a detta del consigliere regionale, anche da psicologi e psichiatri infantili. E se l'è presa anche con la sindaca Marta Vincenzi per il suo sostegno e presenza al laboratorio. Abbundo e altri dimenticano che quel laboratorio era seguito da persone qualificate a proporre una visione, anche ai minori, di uno spaccato sociale che spesso viene indicato con lo squallore della discriminazione e della violenza verbale, anche tra i minori.

A battere tutti, in termini di polemica ed astio inverecondo, il consigliere comunale Gianni Bernabò Brea che ha bollato come "schifosa e sporcacciona" l'iniziativa di sabato. Ha fatto di più Brea, proponendo di distruggere la sezione dei libri omoaffettivi. Insomma, al rogo le opere di Mieli, di Tondelli, di Oscar Wilde, di Tòibìn e altri. Che vergogna! C'è anche uno di AN che dice che "è fortemente turbativo proporre ai bambini altri modelli", intendendo la famiglia come concetto di amore fra un uomo e una donna. Neppure sanno, o fanno finta di non sapere delle migliaia di famiglie omoparentali che hanno figli che non sono "fortemente turbati" da un'altro genere di affettività. Farisei fuori dal tempio e dalla realtà, ecco cosa sono.

Che i temi sull'omoaffettività, sull'omofobia e le coppie di fatto, siano trasversali alla politica, un convegno che si terrà domani, sempre a Genova, su disagio giovanile e omofobia, organizzato da Arcigay a cui parteciperà la ministra della Gioventù, Giorgia Meloni, Sarà lei ad aprire i lavori: «Sono certa che basta una sola vittima di discriminazione a meritare l'attenzione delle istituzioni», ha dichiarato. "I giovani e il disagio della diversità", questo il titolo dell'incontro, discuterà il tema del disagio giovanile legato al diverso orientamento sessuale e ne parleranno, Alessandro Buffoli, ricercatore dell'Università di Padova; lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi; Matteo Martelli, responsabile del Progetto Schoolmates. «Da anni - spiega il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso - indaghiamo questo fenomeno sociale, facendo luce sulle difficoltà che il disagio giovanile crea a ragazzi e ragazze e cercando di fornire strumenti a chi opera con le nuove generazioni». Secondo i ricercatori, questo disagio può condurre i giovani che appartengono alla comunità GLBT a un calo del rendimento scolastico, a fughe dalla propria casa e ad una propensione maggiore al suicidio come a disturbi alimentari. Capito, signor Brea? Altro che bruciare libri!

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