Nasce il volgarometro. Frocio e mafioso le offese più usate dagli italiani.

Alcuni anni fa, Daniele Scalise, compose sul settimanale L'Espresso, dove teneva una rubrica chiamata "Froci", una sequela interessante di come l'anglosassone "gay" veniva tradotto nei nostri dialetti. Si andava dal genovese "buson" al siculo "arruso". Traduzioni che davano la misura spesso bislacca, spesso gaudente di una Italia che marcava il territorio sui quali i "marziani" omosessuali segnalavano la propria esistenza. Una mappatura geografica, quella di Scalise, ben precisa di quella che era ed è l'Italia della tolleranza e dell'intolleranza, dello sproloquio e dell'insulto.

Ora, da quanto vien fuori da uno studio del periodico scientifico Focus, gli italiani hanno una loro classifica sulle parolacce con il Volgarometro. Vito Tartamella, uno dei maggiori esperti italiani di linguistica nel settore del turpiloquio nazionale, è stato tra gli studiosi che hanno condotto un sondaggio da cui è uscita una classifica degli epiteti più usati dai nostri connazionali. Indovinate facilmente qual è quella che si è piazzata tra le prime? Frocio!, preceduta da altre squallide imprecazioni, insulti, maledizioni.

Al sondaggio hanno partecipato 2.615 italiani da 0 a 60 anni, di tutte le regioni italiane: «Grazie a questi numeri - afferma Vito Tartamella - abbiamo ottenuto una delle indagini linguistiche più corpose mai svolte in Italia, e l'unica a fotografare in modo significativo la percezione delle parolacce, al di là delle impressioni dei singoli».

Di certo, la fotografia che viene fuori da questo inusuale sondaggio, è quella grama di un popolo votato al giudizio abbreviato, dove l'accusa e la contumelia chiudono qualsiasi probabile altra ragione. Quelle più gravi, le più grevi, spiegano gli esperti che hanno condotto il sondaggio sono la violazione delle leggi, come dare del ladro o del mafioso; e le sessualità non accettate.

«In quest'ultimo campo - spiega Vito Tartamella all'Adnkronos - nonostante l'apparente libertà di costumi, prevale ancora una visione maschilista e omofobica». Chissà perché "eretico" ed "ateo" stanno in fondo al 'volgarometro' italico. Di certo, in quanto a parolacce, non ci facciamo mancare proprio nulla. Forse, per quel che riguarda noi, dovremmo coniare "eterosessuale" come epiteto, al pari di come con disprezzo e spesso senza alcuna ragione, sentiamo indicare amici e nemici con il solito, squallido richiamo: "a frocio!!!"

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