Scritte omofobe a Roma dopo la Giornata Mondiale contro l'omofobia

Dopo la celebrazione della Giornata mondiale contro l'omofobia; le manifestazioni pubbliche e i ricordi di chi quotidianamente subisce violenze a causa della sua condizione sessuale, ecco apparire, puntuale e vile, un nuovo episodio di omofobia.

A Roma, questa mattina, accanto alla porta d'ingresso del Coming Out, ritrovo serale della comunità GLBT romana, anonimi hanno vergato "Froci malati". Altre scritte di ugual tenore sono comparse anche lungo via di Capo d'Africa. La capitale non è nuova a episodi di pura omofobia, sfociate anche in aggressioni e in verbali violenze contro gay e lesbiche.

La Gay Street di via di San Giovanni in laterano è da molti anni il punto di ritrovo degli omosessuali romani e dei turisti GLBT e non è la prima volta che viene presa di mira da figuri omofobi che mal ci sopportano. A mettersi di traverso, anche politici del Comune, come il presidente della commissione Cultura che, pur condannando gli episodi di intimidazione, risponde a Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, condannando a sua volta "con uguale determinazione gli atti osceni che purtroppo molte coppie gay commettono nelle vie limitrofe e nei portoni, come testimoniano le molte proteste dei residenti. Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà a che via di San Giovanni in Laterano diventi per sempre la 'Gay Street' della Capitale". Insomma, la solita politica della carota e del bastone.

Da parte sua, il presidente di Arcigay Roma ha chiesto all'Ufficio del decoro urbano del Comune di intervenire per chiarire che certe idee omofobe non possono trovare spazio a Roma: «La matrice ideologica di questo gesto - dice Marrazzo - è evidente nel momento in cui si associano omosessualità e malattia, idee promosse da ciarlatani che hanno come unico effetto l'infelicità delle persone lesbiche e gay e condannate dall'ordine degli psicologi. Negli ultimi mesi, gli episodi di omofobia nella zona della Gay Street sono aumentati. E' palese il tentativo di offendere la nostra dignità e di mandarci via da un luogo per noi importantissimo e sinonimo di visibilità». Ce la faranno?

«E' un tentativo destinato a fallire - dice Marrazzo - perché siamo decisi a valorizzare questo posto e a renderlo sempre più bello e accogliente». Un posto dove questa mattina è stato lasciato un messaggio di rifiuto delle diversità, violento e insensato, in una città che dovrebbe darsi precise regole di accoglienza e di affetto anche verso gli omosessuali.
Certo, sarà un caso, ma con l'avvento dei Gay Pride qualcuno tenta spesso l'uso dell'omofobia e della violenza per mandare segnali di intolleranza e di disprezzo. E anche di paura. Anche questi, speriamo con l'aiuto di tutti, tentativi destinati a fallire miseramente.

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