Antonio D'Amico mette in mostra il suo amore per Gianni Versace

versace_damicoIn una intervista del Settembre del 2007 al mensile Babilonia, il compagno di Gianni Versace, Antonio D'Amico, raccontò a Valerio Bartolucci il rapporto con il celebre stilista, la vita insieme, il travagliato rapporto con la famiglia Versace, la sua ostinata negazione verso il matrimonio tra due persone dello stesso sesso: «Lasciamo il matrimonio agli eterosessuali, almeno con la crisi che c'é fra loro! C'è bisogno metterli li dentro, incatenrali nel matrimonio, a produrre un po' di figli invece che andare in giro a battere gay, trans e prostitute. Per noi dobbiamo trovare qualcosa di meglio», disse.

La parte più emozionante, quella di quel tragico 15 luglio nella villa di Miami: «Ho visto gianni in una pozza di sangue. E' stato come se qualcuno con un ascia mi avesse spaccato in due. Il buio totale, immediatamente, con questa sensazione che ti prende allo stomaco. Figurati che la sera prima eravamo in piscina e mi diceva: "Sai Tato, dopo tutti questi anni il nostro rapporto è ancora così bello e solido».

Un amore d'altri tempi, possibile a replicarsi, quello tra il pugliese D'Amico, sbarcato a Milano a 3 anni dopo il divorzio dei genitori e il calabrese Versace diventato il sarto delle dive, l'amico e confidente delle star della musica e del cinema e dei re e regine. D'Amico, dopo la tragedia e il dolore si era trasferito sul Garda per ritrovare tutta la pace di cui aveva bisogno. Con un amico aveva aperto un ristorante a Manerba del Garda: «Così a piccoli passi inizio a vivere di nuovo».

Ora, dopo aver cercato di disegnare anch'egli qualche collezione e l'esperienza della ristorazione, Antonio, ha deciso di offrire ad una più vasta platea, una certa sua vita con Gianni Versace, attraverso una mostra che si aprirà domani con un balletto di Gil Roman e Elisabet Ros del Bejart Ballet per una certa élite di fortunati, ma che resterà aperta al pubblico dal 18 al 31 maggio a Villa Marzoli di Palazzolo sull'Oglio.

La mostra si intitola «La mia vita con Gianni» e sarà come un viaggio immaginario e ipotetico tra i vari oggetti che insieme hanno acquistato durante la loro love story. Non mancheranno i pezzi creati dalla maison sul versante oggettistica, piatti disegnati per la Rosenthal; un letto napoleonico, bicchieri di cristallo leggeri come piume e cesellati con maestria, ma anche vestiti, ovviamente, come quello che Versace creò per la popstar Tina Turner e gli abiti teatrali che riempirono di fasto le opere liriche firmate Versace. Spicca tra tutti un "omaggio" al tubino, firmato dalla madre dello stilista e che D'Amico ha replicato in vari modelli.

Un altro modo, questa mostra, per conservare la memoria di un amore finito troppo presto.

Foto: Vannini Editrice

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina: