L’uomo nero; il violento satrapo che scatena odio e sangue; il borgataro e il ragazzo-bene che mal sopportano i “froci”; il prete che non assolve, il ragazzo a scuola che mira violenza verso il compagno “un po’ effeminato”.
Sono tante e con vari nomi ed un unico scopo, le violenze omofobe quotidiane in Italia e nel mondo. Basta non vivere nelle grandi metropoli per accorgersi che essere omosessuali è difficile, a volte impossibile. E nelle stesse grandi città, la violenza, a volte, si fa cruda fino al delitto. Ci sono mille ragioni per celebrare e partecipare alle iniziative della Giornata Internazionale contro l’omofobia; ragioni di cuore, ragioni di vita personale e di associativismo, di cultura e di democrazia. Vale il doppio e il triplo per chi, fortunati noi e voi, è riuscito a costruirsi una vita serena e “orgogliosamente” rivendica, senza paure, la propria condizione di gay, lesbica, trans.
Arcigay, la più rappresentativa organizzazione omosessuale italiana, ha in calendario, dibattiti, concerti, spettacoli, volantinaggi, manifestazioni di piazza per la giornata di domenica 17 maggio 2009, una giornata che comincia ad assumere, a livello mondiale, una data importante per far capire all’opinione pubblica che il problema dell’omofobia riguarda la società e le nazioni. Novantuno sono gli Stati che condannano l’omosessualità con il carcere o con la pena capitale; tanti altri usano le proprie polizie o privati che si fanno legge per punire chi si macchia del delitto di omosessualità. Ma l’omofobia, spesso è terribile in famiglia, tra gli amici, per strada, in chi non ci aspetteremmo tanto odio e discriminazione.
«Il 17 maggio crea occasioni di confronto e ci ricorda come le persone omosessuali siano ancora oggi quotidianamente vittime di pregiudizi e discriminazioni. Mai come quest’anno la risposta di Arcigay nei territori è volta a proporre eventi che danno stimoli per diffondere una cultura delle diversità e costruire così una società più inclusiva. La nostra risposta culturale si declina in diverse forme: dal dibattito pubblico con istituzioni e ricercatori universitari ai concerti musicali, a decine di momenti di sensibilizzazione in strada con gazebo informativi ed affissioni», spiega il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso.
Il momento più atteso della programmazione Arcigay è proprio una serata di spettacolo, che coinvolge due popolari personaggi TV – Simona Ventura e Vladimir Luxuria – che si sono distinti per la loro positività pubblica nei confronti delle persone LGBT, promuovendone una visibilità lontana dagli stereotipi. A loro verrà consegnato il Pegaso d’Oro, domenica sera a Milano al Karma Privé, dopo una cena di gala ad inviti alla quale parteciperà anche il nostro Desperate Gay Guy, blogger che ben conoscete qui su Queerblog.
Sul sito di Arcigay e di Arcilesbica, potrete leggere il programma completo delle iniziative in 40 città italiane. C’è anche un’altra iniziativa lodevole che vorrei segnalare. Genova si prepara al Gay Pride nazionale e proprio domani il capoluogo ligure ospiterà un laboratorio per bambini e adolescenti condotto dalla psicologa e fiabista Anna Ventura e da Andrea Daddi dell’Arci Ragazzi. Alle 16.00 ci sarà un convegno sulla letteratura per l’infanzia a tematica omosessuale: «Ci saranno - spiega Lilia Mulas di Arcilesbica - rappresentanti delle Famiglie Arcobaleno, lesbiche e omosessuali con i loro bambini e altre persone, e si inventeranno una favola a tematica omosessuale per riflettere su come abbattere gli stereotipi di genere, avvalorare il discorso della lotta alla discriminazione e del rispetto dei diritti umani, quindi anche dell’orientamento sessuale».
Partire dall’infanzia, dall’adolescenza per creare una nuova società multiaccogliente, antidiscriminatoria, felice delle diversità. Mica male, no?
reames
15 mag 2009 - 15:15 - #1Una precisazione, l’arcigay è quella che ha più iscritti, per ragioni ben risapute in tutto l’ambiente gay e non solo, ma non è la più rappresentativa
Sjultz
15 mag 2009 - 15:26 - #2ArciGay è l’associazione con la diffusione più capillare, quindi almeno numericamente è la più rappresentativa.
Ammesso che tutto ciò abbia una qualche minima rilevanza in questo contesto…
Wiser
15 mag 2009 - 15:41 - #3“Partire dall’infanzia, dall’adolescenza per creare una nuova società multiaccogliente”
Esatto! E’ un punto nodale: bisogna partire dai bambini e dagli adolescenti per creare un mondo migliore, non più razzista e omofobo. I bambini sono tabule rase, se si trasmettono loro messaggi positivi di rispetto e di educazione alla differenza sicuramente le cose in futuro andranno meglio. Iniziativa molto lodevole direi.
Fire8
15 mag 2009 - 16:31 - #4 (nascondi)Va benissimo il rispetto reciproco e l’educazione a questo, però ai miei figli dirò sempre che Gay è DIVERSO e sbagliato! poi quando saranno grandi saranno loro a decidere, ma non bisogna rivoluzionare la natura dicendo ai bambini che gay è normale perchè non è così
Sjultz
15 mag 2009 - 16:42 - #5E suppongo che ci sia un GRANDE, ma che dico, GRANDISSIMO rispetto nel dire ad una persona che la sua natura è SBAGLIATA.
Ti prego, fai un favore all’umanità, fatti sterilizzare così non puoi mettere al mondo altre persone come te.
Angelblues67
15 mag 2009 - 16:50 - #6Nonostante sia cresciuta in una famiglia molto tradizionalista, nessuno mi ha mai detto che due persone dello stesso sesso che si amano non sono normali. Attualmente l’amico a cui dico davvero tutto di me è gay, e forse anche grazie a lui mi sono avvicinata di più a questo mondo. La paura del diverso, dove diverso non è solo un gay o una lesbica, è sempre più presente nella nostra pseudo civiltà, è disumano quanto incivile arrogarsi il diritto di porre dei limiti di sesso nell’amore.
L’amore e il sesso tra due persone adulte, consenzienti, è un fatto privato e come tale va rispettato.
manmad
15 mag 2009 - 20:02 - #7certo ke venire a commentare con un commento omofobo in un post contro l’omofobia è veramente ironico…
N u t i ni
15 mag 2009 - 23:23 - #8Fire 8
Ringrazio Dio ,Gesù o chiunque sia di non avere avuto genitori idioti come te .
farinelli
16 mag 2009 - 11:28 - #9A me pare che l’omofobia stia divenendo un’ossessione, un’accusa che inibisce il dialogo, la riflessione, che consente di squalificare i ragionamenti e gli interrogativi di chi la pensa diversamente. Attribuire ogni problematica e sofferenza dei gay all’omofobia non solo è scorretto ma ha qualcosa che rasenta la paranoia. L’utilizzo di questo slogan-feticcio non rende conto del fatto che le persone, in maggioranza, non sono né pro né contro i gay. Sono semplicemente e cordialmente indifferenti.
N u t i ni
16 mag 2009 - 12:41 - #10Sarebbe davvero bello ,se domani in occasione della giornata internazionale
contro l’omofobia ogni città facesse una veglia con delle candele in memoria di
tutti quegli individui lgbt uccisi a causa delle loro tendenze sessuali.
manmad
16 mag 2009 - 13:39 - #11nutini ti quoto in pieno…spesso dici cose su cui non sono d’accordo ma stavolta CHAPEAU!
N u t i ni
16 mag 2009 - 19:03 - #12Io mi chiedo: com’è possibile che il mio commento su un post dedicato
all’omofobia in un blog a tematica queer abbia preso tanti meno? Mah…
N u t i ni
16 mag 2009 - 19:40 - #13Grazie davvero Manmad!
manmad
17 mag 2009 - 01:27 - #14VERGOGNATEVI, MODERATORI!
Wiser
17 mag 2009 - 01:31 - #15“che consente di squalificare i ragionamenti e gli interrogativi di chi la pensa diversamente”
farinelli, questo tuo commento fa capire che tu non ci hai capito proprio NIENTE!
Claroscuro
17 mag 2009 - 02:19 - #16Non capisco cm mai tutti sti super-etero si ritrovino improvvisamente ad essere registrati e a commentare su un blog lgbtq…attrazione fatale per il nostro mondo?o fanno come i cattivi dei videogiochi che la mattina si alzano e decidono di distruggere il mondo così, senza un vero perchè?
N u t i ni
17 mag 2009 - 12:43 - #17@Farinelli
la tua non è indifferenza verso il mondo lgbt altrimenti non passeresti da qui quasi
tutti i giorni ,è bensì animosità verso i gay e le loro problematiche.
farinelli
17 mag 2009 - 17:21 - #18farinelli
17 mag 2009 - 17:22 - #19Caro Nutini, ti assicuro che non c’è animosità da parte mia. Ho semplicemente alcune idee (non tutte) che non coincidono con le tue e con quelle di altri commentatori. Non mi sogno certo di dire che non esistono persone con pregiudizi verso i gay. Ce ne sono, ovvio. Ma l’idea che mi sono fatto, sulla base delle mie esperienze, conoscenze e frequentazioni, è che una parte degli italiani, al massimo, può provare fastidio per gli eccessi di esibizionismo durante i gay pride. Ma per il resto, il comune sentire è: si facciano pure gli affari loro, che sono fatti loro. In questo senso parlavo di cordiale indifferenza. Non li vedo proprio tutti questi italiani inclini a discriminare o ad aprire la caccia al gay.
Ivy.
18 mag 2009 - 19:27 - #20Beh claroscuro, semplicemente per un motivo: se un gay si autodetermina in maniera indiretta e poco consapevole determina anche il suo opposto. Più sinteticamente, se tu ti definisci “cattivo” definisci anche il tuo opposto, “il buono”. E’ rispetto all’altro termine di paragone che ti definisci giusto? Se non esistessero le categorie nessuno sentirebbe la necessità di appartenere al “gruppo alfa” rispetto al “gruppo beta” e quindi non esisterebbero molti degli argomenti di cui si parla qui ed altrove ovviamente. Quindi se tu ti definisci gay lo fai rispetto agli etero i quali, incuriositi, si domandano: si ma cosa significa essere etero? Io appartengo ad un gruppo etero? In cosa si riconoscono gli etero? Ma che cribbio vuol dire etero? Quindi gli etero devono per forza cercare un confronto con tutti gli glbt per capirci qualcosa in questo marasma di definizioni. E soprattutto perchè in quell’acronimo, glbt, non ci sia la e di etero che come gli altri non è nient’altro che un comportamento sessuale. Complementare come gli altri, nè più nè meno. Alla fine, in maniera totalmente paradossale, finisce che il vero discriminato sia l’etero che si ritrova escluso dal gruppo dei comportamenti sessuali e non se lo sa spiegare.
Beh io credo semplicemente che l’etero contro cui il mondo glbt combatte non esiste e non sia altro che il ricettacolo idealizzato di quegli stereotipi assimilati per partito in cui nessun etero può riconoscersi perchè per definizione non si definisce.