La prima giornata di udienze della Corte Suprema USA sulle nozze gay

Prima giornata di udienza ieri della Corte suprema USA sui matrimoni gay. Al centro delle discussioni tenute dai nove giudici del tribunale sono i ricorsi presentati da due coppie omosessuali contro il divieto delle nozze gay.










Ieri è stata la prima delle due storiche giornate di udienza dei nove giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America sui casi relativi al matrimonio ugualitario, come abbiamo più volte riportato. L’alto tribunale ha iniziato ad ascoltare gli argomenti a favore e contro la Proposizione 8, vale a dire quella modifica alla Costituzione della California che vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

È difficile prevedere quale possa essere il risultato, alla luce delle diverse domande che i membri della Corte Suprema hanno rivolto alle parti. Secondo The New York Times diversi giudici sembrano trasmettere la sensazione che è “troppo presto” per emettere una sentenza che estenda il matrimonio ugualitario a tutto il paese.

Tutti i commentatori hanno prestato particolare attenzione alle domande di Anthony Kennedy, giudice che è considerato una sorta di “cerniera” tra i conservatori e i progressisti. Ed è in tal senso che Kennedy ha offerto spunti per quanti sono pro nozze gay e quanti vi sono contrari. Da un lato, infatti, Kennedy ha espresso la propria preoccupazione per la situazione dei figli delle famiglie omoparentali:

Ci sono circa quarantamila bambini che vivono con genitori dello stesso sesso e che vogliono che i loro genitori abbiano pieno riconoscimento dinanzi alla legge. La voce di questi bambini è importante in un caso come questo.

Dall’altro lato, Anthony Kennedy ha mostrato le su riserve sulle conseguenze di una decisione largamente favorevole alle nozze tra persone dello stesso sesso:

Abbiamo cinque anni di informazioni [sulle nozze gay], contro duemila o più anni di storia…

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