Hollingsworth contro Perry: la parità dei diritti tra etero e gay davanti alla Corte suprema USA

Presso la Corte Suprema statunitense 9 giudici costituzionali iniziano oggi una serie di audizioni sulla costituzionalità o meno dei matrimoni gay.

Come abbiamo già raccontato dalle pagine di Queeer, il neo riconfermato presidente Barack Obama è tra i più accesi sostenitori della parità dei diritti invocata dai gay.

Oggi il quotidiano torinese La Stampa, riporta con dovizia di particolari l'acceso scontro che porterà davanti alla Corte Suprema le istanze di due opposte fazioni, che rappresentano due diversi modi di rapportarsi circa l'orientamento sessuale e istituzioni secolari come il matrimonio. Un vero è proprio scontro ideologico, che porterà a un cambio di costume, quello messo sul tavolo dal caso «Hollingsworth contro Perry».

In rapida sintesi Hollingsworth è i leader del ProtectMarriage, il gruppo che lottò per l'emendamento costituzionale Proposition 8, una legge californiana, decretata da un referendum, che ha costretto alla cancellazione di 18mila matrimoni gay.

Invece Kris Perry è la lesbica di San Francisco che, supportata dalla partner Sandy Stier e dalla coppia gay di Los Angeles Jeff Zarillo e Paul Katami, puntando l'attenzione contro la «Proposition 8» e che - affermando che viola la parità di diritti fra i cittadini - ha presentato istanza di incostituzionalità.

Non si fatica immaginare che i 9 giudici della Corte Costituzionale dovranno misurarsi e ascoltare non solo i singoli casi, ma i movimenti, le associazioni, le ragioni che si muovono dietro le due parti contendenti.

Aziende, nomi, e alcuni personaggi con storie personali forti, si sono schierate sui due fronti.

Obama, ad esempio, è con la Perry, così come la Apple, la Xerox e 130 volti famosi dello star system conservatore capitanati dall'attore e regista da Oscar Clint Eastwood.

Dalla sua Hollingsworth avrà la Conferenza episcopale degli Stati Uniti schierata contro il mastrimonio gay così come i restanti 20 dei 38 Stati americani che proibiscono per legge il matrimonio fra omosessuali.

Anche per domani, 27 marzo, verrà sottoposto un caso simile alla Corte Suprema questo la porterà a pronunciare sulla costituzionalità o meno del «Defense of Marriage Act», la legge federale che vieta il matrimonio omosessuale. Le sentenze sono attese entro giugno ed il verdetto avrà anche un impatto politico. Obama ha auspicato la parità di diritti fra gay ed etero, tema che ha affrontato nel discorso di insediamento dello scorso gennaio, battaglia che ha equiparato a quelle combattute in passato dalle donne e dagli afroamericani contro l’intolleranza e il razzismo negli Stati Uniti.

Più combattuta della guerra per il diritto all'aborto, riportano i mass media, la parità di diritti tra gay ed etero infiamma l'America.

Malgrado i sondaggi attestino una maggioranza del 58% di americani favorevoli al matrimonio gay, le cifre sono contestate dalla Christian Coalition e da Gary Bauer, ex candidato presidenziale repubblicano,

negli Stati liberal l’opposizione non scende mai sotto il 46-45%» a conferma che il fronte del «no» è «assai più massiccio di quanto non affermino i sondaggi d’opinione.

Entro l'estate la Corte Suprema dovrà fare chiarezza, al di là di numeri e supposizioni.

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