Elezioni europee: la ILGA chiama al voto il popolo LGBT

Per le elezioni europee dei prossimi 6 e 7 giugno, di cui avevamo già parlato circa la simpatica valanga di simboli presentati come ogni volta al Ministero dell'Interno, la ILGA-Europe ha recentemente lanciato una campagna per ricordare al popolo LGBT di tutta Europa l'importanza di andare a votare.

"Be bothered. Vote for a human rights friendly European Parliament."

È lo slogan che in tutti i paesi dell'Unione caratterizza la campagna dell'associazione internazionale per i diritti LGBT, che mira al tempo stesso a far si che l'Europa continui a mantenere alta l'attenzione sulle questione legate più in generale ai diritti umani e soprattutto a quelli delle persone omo e transessuali, ma anche che qualcuno si "preoccupi", come dice letteralmente la campagna, a partecipare attivamente, magari candidandosi, alle ormai vicinissime elezioni.

Secondo i dati la tornata elettorale del 2004 è stata la meno partecipata di tutta la storia dell'Unione ed è chiaro che, come ricorda Martin Christensen, co-presidente del comitato esecutivo di ILGA-Europe, le minoranze non possono permettersi di perdere l'occasione di far sentire la loro voce, di ricordare la loro esistenza e di scegliere delle persone valide a rappresentarle tanto dentro quanto fuori i propri confini nazionali. Ma cosa prescrive la ILGA nel caso, a mio parere a noi molto familiare, in cui un cittadino arcobaleno si accorgesse di non aver a disposizione nessun candidato veramente capace o interessato a tenere alta in sede europea l'attenzione sul dibattito sui diritti civili e ad impegnarsi a combattere in tutti gli stati dell'Unione omofobia e transobia?

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