Ecco la proposta del PD sulle unioni civili per gay

La proposta delle unioni civili per i gay secondo il Partito Democratico prevede l’obbligo di assistenza, la reversibilità della pensione e la successione. Dei figli, manco a parlarne.

L'Italia giusta del PD non è giusta nei confronti dei gay

Doveri, figli, regime patrimoniale, parentela e successione, separazione e scioglimento: sono questi i punti attorno ai quali ruota la proposta di legge del Partito Democratico sulle unioni civili per i gay. Sono le famose unioni civili alla tedesca di Pier Luigi Bersani. O, se preferite, le unioni civili ghetto, visto che sono pensate solo per una parte del popolo italiano che viene nettamente diviso tra cittadini che possono sposarsi (gli etero) e altri che non possono.

L’ANSA riassume i vari punti:

  • doveri: l’unione civile verrà sancita con una dichiarazione dinanzi all’ufficiale di stato civile; a seguito di questa dichiarazione derivano effetti analoghi a quelli del matrimonio e i contraenti si debbono assistenza e sostegno mutuo come anche devono gestire in comune le loro esistenze;

  • figli: niente figli e niente adozioni; è possibile però che a uno dei due partner venga attribuita la responsabilità genitoriale sul figlio naturale dell’altro, come anche che il convivente possa adottare il figlio biologico dell’altro;

  • regime patrimoniale in “comunione degli acquisti”, con possibilità di deroghe;

  • parentela e successione: il partner è considerato membro della famiglia dell’altro e va considerato come erede legittimo del partner; ha diritto alla legittima e alla reversibilità della pensione (con una durata minima dell’unione);

  • separazione: scrive l’ANSA che “il convivente può chiedere il mantenimento commisurato al tenore di vita, al reddito e al patrimonio avuto in costanza di convivenza”; si può chiedere l’assegnazione della casa in cui si è vissuti insieme (l’ANSA riporta coniugale, tra virgolette);

  • scioglimento: serve una decisione del giudice, come per il matrimonio (anche se non stiamo parlando affatto di matrimoni).

Da notare che nell’articolo dell’ANSA in cui si parla di questa proposta c’è una foto di Paola Concia con Ricarda Trautman accompagnata dalla seguente didascalia: “Anna Paola Concia si è sposata in Germania con Ricarda”. Tutti sappiamo che le due donne non si sono sposate, ma sono unite civilmente. Eppure si continua a mentire sulla lampante discriminazione che tale norma propone.

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