Antonio Manganelli è morto, il capo della polizia era amico della comunità gay italiana

È morto Antonio Manganelli, capo della polizia. Si era impegnato in prima persona per la nascita dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori insieme alle associazioni lgbt italiane.

Antonio Manganelli è morto, il capo della polizia era amico della comunità gay italiana

Antonio Manganelli, capo della polizia, è morto oggi nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato da oltre tre settimane. Nei giorni scorsi era stato operato d'urgenza per l'asportazione di un edema cerebrale.

Fu proprio lui che volle fortemente la nascita dell’OSCAD, vale a dire dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori: una sinergia tra le associazioni lgbtq e le forze di polizia per contrastare ogni atto di violenta discriminazione.

È dell’OSCAD che parla Franco Grillini, presidente di Gaynet e consigliere regionale dell’Emilia Romagna, ricordando Manganelli:

Abbiamo appreso con amarezza della prematura scomparsa del capo della polizia Antonio Manganelli, grande amico della comunità gay italiana. Con Manganelli si era infatti instaurato quel positivo dialogo tra comunità gay italiana e forze di polizia da sempre auspicato da tutte le associazioni per i diritti civili, che si sono battute con forza per una rivoluzione culturale nel rapporto tra cittadini e forze dell’ordine. L’elemento più avanzato di questa positiva collaborazione è stato l’istituzione dell’OSCAD, istituito nel settembre 2010 e da sempre presieduto dal viceprefetto Francesco Cirillo.

Il viceprefetto Cirillo così descriveva l’OSCAD:

Spesso i gay hanno paura di denunciare un’aggressione omofoba, magari in famiglia o sul lavoro nessuno conosce il loro orientamento. Questo rende difficile dare la caccia ai criminali. È qui che l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) sta dando buoni risultati. Abbiamo una mail, un fax e una linea telefonica e siamo in contatto costante con chi svolge le indagini. Gay, lesbiche e trans devono sapere che a quel telefono risponderanno agenti preparati. E questo romperà il velo del silenzio.

Ritorando a Manganelli, Grillini si è poi lasciato andare ai ricordi:

Rammento molto bene poco la cerimonia inaugurale di questo organismo, dove Manganelli fece una lunga relazione che ci piacerebbe pubblicare in sua memoria.

Infine Grillini, dopo aver espresso le sue condoglianze alla famiglia e alla polizia, si augura che il ministro degli interni e quello delle pari opportunità garantiscano la continuità del lavoro iniziato da Antonio Manganelli.

Ce lo auguriamo anche noi, visto che in periodi di incertezza come quelli che stiamo vivendo, è facile individuare degli untori con tutto quello che ne consegue.

Alla famiglia di Antonio Manganelli vanno le condoglianze anche di noi di Queerblog.

Foto | Getty

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