Iraq: denunce di nuove torture nei confronti dei gay

In una relazione resa pubblica lunedì da Al-Arabya, uno dei principali network mediorientali con sede negli Emirati Arabi, l'attivista iracheno Yanar Mohammad avrebbe dichiarato che nel suo paese i militari starebbero impiegando nei confronti degli omosessuali una nuova, inedita e crudele forma di tortura.

I militari, dopo aver catturato i "colpevoli", utilizzerebbero una colla a presa rapida per tappar loro l'ano. Questa particolare colla, a contatto con la pelle, può essere rimossa solo con un intervento chirurgico. Immediatamente dopo, ai prigionieri verrebbe data una purga con l'intento di generare attacchi di dissenteria che sono ovviamente letali per la vittima.

L' International Gay and Lesbian Human Rights Commission si è già mossa mandando una lettera a Wijdan Salim, ministro per i diritti umani dell'Iraq, con la richiesta di mettere al più presto in atto delle misure di protezione delle persone omosessuali, già spesso vittime dei tentativi dei loro stessi parenti di divendere l'onore infangato della loro famiglia, e con la Human Rights Watch ha sottoposto un appello alle Procedure Speciali dell'ONU pechè indaghino su questi cruenti episodi di violazione dei diritti umani.

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