El Salvador: la Chiesa chiede di vietare il matrimonio gay


Ecco un paese che ha qualcosa in comune con l'Italia: El Salvador. Anche qui la chiesa cattolica, con i suoi vescovi, interviene direttamente nella vita politica e detta la propria agenda, che i deputati sono chiamati a rispettare. Resta da vedere se, come in Italia, anche i deputati salvadoregni seguiranno pedissequamente le direttive dei vescovi.

In una conferenza stampa il presidente della Conferenza episcopale José Luis Escobar ha spiegato che la chiesa si aspetta che la Asamblea Legislativa approvi in maniera definitiva la riforma costituzionale che vieta il matrimonio gay.

Secondo la Costituzione del Salvador, per approvare una riforma costituzionale il Parlamento (la Asamblea) deve votare lo stesso testo in due legislature consecutive: il divieto è stato già approvato una volta nel 2003-2006, ma per il sì definitivo è necessaria una maggioranza qualificata, di 56 deputati su 84.

I partiti di destra e di centro sono già d'accordo, ma insieme sommano "solo" 52 voti: sarà decisiva la scelta del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), la forza politica del presidente Mauricio Funes. I vescovi si sono raccomandati che il voto non dia sorprese, perché la legislatura termina giovedì prossimo.

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