Ricorrenze e famiglie omogenitoriali

Ecco una questione che è sul tavolo in questo momento: famiglie omogenitoriale e ricorrenze. Fra poco si celebra la festa del papà, il tradizionale San Giuseppe che cade il 19 marzo, e fra un mese e mezzo la festa della mamma.

Ricorrenze e famiglie omogenitoriali

A Roma si è creata una situazione abbastanza complessa, riportata dal Corriere della sera. In un asilo nido è stata cancellata la festa del papà per rispetto a un bimbo figlio di una coppia di omosessuali. Ma ne è seguita una polemica, eppure la scelta era stata ragionata, in collaborazione con una psicologa, si era optato per trasformare quella del papà, in una festa generica sulla famiglia. Un gruppo di genitori ha protestato, presentando le sue rimostranze al Municipio II.

Polemica avallata dall'assessore municipale alle Politiche educative Gloria Pasquali, con queste parole:

Mi sento di condividere il disappunto di queste famiglie, non si tratta di discriminare qualcuno ma credo che non sia corretto cambiare così il calendario delle attività scolastiche e che non sia nemmeno educativo per chi non ha il papà.

Le ha fatto eco Emma Ciccarelli presidente del Forum associazioni Familiari del Lazio:

Quello che ci sta a cuore non è la polemica fine a se stessa, ma il bene del bambino in questione. Quanti altri bambini in Italia vivono senza avere accanto i propri genitori? Penso ai bambini orfani ad esempio o a molti figli di genitori separati, anche per loro bisognerebbe non vivere questa festa? E dopo? Cancelliamo anche la festa della mamma per tutti i casi inversi?

Stesse motivazioni, ma conclusioni opposte, invece per Tommaso Giartosio, padre di due bimbi insieme al suo compagno:

Siamo scioccati, di casi come questi ce ne sono stati altri in Italia ma a volte la cosa si risolve con il buon senso. Perché dobbiamo tenere questi totem della festa del papà e della festa della mamma? E chi ha i genitori divorziati? E chi ne ha perso uno? Se hai un bambino nero in classe non fai la festa della razza bianca.

Giuseppina La Delfa presidente delle famiglie Arcobaleno spiega:

Noi genitori omosessuali siamo madri o padri e non abbiamo nessuna preclusione a festeggiare i papà e le mamme, le nonne e i nonni. Anzi, siamo favorevoli. Ma il problema si pone quando una maestra fa recitare la poesia: "Quanto è bello il mio papà" a un bimbo che ha due mamme.

Bisogna insomma rimettersi un po' in discussione, gli insegnanti hanno il dovere di tutelare i piccoli e stimolare i loro orizzonti, senza creare differenze e pregiudizi.

Che la famiglia sia etero o meno, bisogna misurarsi con le esigenze dei bambini. Le famiglie omogenitoriali sono un realtà, come riporta un nostro articolo di qualche tempo fa: sempre più famiglie con genitori gay, e forse, come avviene già in altri Paesi - ricordiamo il caso di Egalia, l'asilo nido senza distinzioni di genere – bisogna rivedere il linguaggio, le abitudini, aprirsi a nuove coesistenze. Nel rispetto di tutti.

Foto | Getty

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