L’Ecuador condanna un candidato alle presidenziali per la sua omofobia

Nelson Zavala, candidato alle presidenziali in Ecuador, ha imperniato la sua campagna elettorale sull’omofobia e per questo è stato multato e privato dei diritti politici per un anno.

L’Ecuador condanna un candidato alle presidenziali per la sua omofobia

Il Tribunale per i Contenziosi Elettorali dell’Ecuador ha comminato un multa economica a Nelson Zavala (in foto), candidato del Partito Roldosista Ecuatoriano. Inoltre l’ha privato dei diritti politici per un anno. La sentenza del Tribunale stabilisce che Zavala ha persistito nei suoi proclami omofobi, violando così la norma stabilita dal Consiglio Nazionale Eletterola che vietava ai candidati di pronunciare qualunque commento che riguardasse la dignità delle persone.

Nelson Zavala, pastore evangelico, con l’1,23% dei voti, è stato il meno votato durante le scorse elezioni (le elezioni sono state vinte da Rafael Correa, che è stato riconfermato alla presidenza del paese). Tuttavia la sua campagna elettorale è stata tra le più omofobe: Zavala ha definito l’omosessualità come un serio disturbo della personalità e ha detto di ritenere che “l’omosessualità, essendo un peccato, è una disgrazia per l’uomo perché né perverte la corretta sessualità”.

Il Consiglio Nazionale Elettorale aveva deciso di sanzionarlo “per le sue ricorrenti opinioni che inducono all’intolleranza in base all’orientamento sessuale”. Zavala si è opposto a questa decisione mettendo in dubbio la legittimità del Consiglio Nazionale Elettorale e ventilando l’ipotesi che tale Consiglio lo avesse denunciato perché al suo interno ci sono dei membri omosessuali. Il Tribunale, invece, non solo ha riconosciuto la legittimità del Consiglio Nazionale Elettorale, ma ha condannato Nelson Zavala a una multa di dieci salati minimi (circa duemilacinquecento euro) e alla perdita dei suoi diritti politici per un anno. Questo vuol dire che in questo periodo non potrà rivestire incarichi pubblici, non potrà votare o essere candidato ad alcuna elezione. Zavala ha annunciato un ricorso contro tale sentenza.

La decisione del Tribunale è stata ben accolta dal collettivo lgbt. Dal Colectivo Igualdad de Derechos ¡Ya!, così commentano:

Questa sentenza è una pietra miliare nella storia del Paese ed è un monito per le future campagne elettorali perché siano strutturate in base a concetti inclusivi e di non discriminazione. Nelson Zavala ha violato il mandato costituzionale per tutta il periodo della campagna elettorale: questa non è una guerra di religione, ma per il rispetto della Costituzione.

Altre associazioni di difesa lgbt hanno denunciato Zavala per crimini di odio: nel caso in cui ci fosse il processo, il pastore evangelico rischierebbe dai tre ai sei mesi di detenzione.

Via | Dos Manzanas

  • shares
  • Mail