L'intensità di Dora Carrington

Dora Carrington con amici

Per molti il nome di Dora Carrington (1893-1932), specialmente dopo il film che le hanno dedicato alcuni anni fa, è come fatalmente avviluppato attorno a quello di Lytton Strachey, scrittore omosessuale di fama e membro di spicco dell’ormai leggendario gruppo di Bloomsbury. Impossibile così non pensare subito al suo suicidio avvenuto solo due mesi dopo la morte per malattia dell’amatissimo Strachey; eppure la Carrington, pittrice di talento e decoratrice di successo, ebbe sempre un rapporto tormentatissimo con se stessa.

Un rapporto che sembrava correre perennemente su un filo tortuoso, incapace di trovare, nel suo perpetuo affanno, il bandolo della propria matassa. Oltre a Lytton Strachey e Gerald Brenan, Dora Carrington ebbe altri amore intensi, uno per la celebre ed eccentrica lady Ottoline Morrell e l’altro per Henrietta Bingham.

L’intensità del resto faceva parte della sua stessa natura, ne sosteneva ogni nervo, ogni moto del sangue, tanto da guidarne anche la mano quel tragico 11 marzo del 1932, quando, vinta, si sparò con un fucile preso in prestito dall’amico Bryan Guinness.

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