La vita e gli amori di Renata Borgatti

Renata Borgatti

Vi sono vite che fin dalle prime, incerte mosse sembrano avere la coloratura viva e capricciosa del romanzo. Senza ombra di dubbio, l’esistenza di Renata Borgatti (1894-1964), figlia d’arte (il padre fu una delle grandi voci wagneriane della Scala) e pianista di fama (“innamorata” di Debussy), rientra in questa rara categoria. Il suo talento, malinteso per intero da Ezra Pound che la criticò sempre aspramente, la portò ad esibirsi nelle capitali d’Europa, a suonare, tra un tripudio di applausi, nelle grandi città dell’America del nord.

Per la musica del resto abbandonò l’isola di Capri, dove la sua omosessualità aveva trovato un asilo complice e per nulla provinciale. I suoi amori, ovunque prendessero forma, sembravano consumarsi velocemente, ora erano le braccia della baronessa Mimì Franchetti ad accoglierla, ora quelle altrettanto volubili e predaci della pittrice americana Romaine Brooks.

L’inglese Compton Mackenzie scrisse addirittura un romanzo satirico su lei, ambientandolo proprio a Capri e scrutando con occhio di falco quel folto gruppo di donne straordinarie e senza frontiere tra cui primeggiava anche la fatalissima Faith, moglie “avventurosa”, potremmo chiamarla così, del celebre scrittore.

Immagine d'apertura: Renata Borgatti ritratta da Romaine Brooks

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