Avvenire contro i diritti civili del programma in otto punti di Bersani

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Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, non ci sta all’inserimento dei diritti civili negli otto punti del programma di Bersani. Lo sottolinea con un corsivo che vorrebbe essere ironico: “otto punti decisivi”, “punti cruciali, irrinunciabili”, perché non ci siano più “forsennati sbarramenti” e “far cadere le barriere”:

Compreso, ci mancherebbe, l’urgenza che toglie sonno e futuro agli italiani: regolare "alla tedesca" le unioni gay. Un’emergenza epocale. Una svolta paragonabile al rilancio della crescita economica, da mettere sullo stesso piano della moralizzazione nella vita pubblica, da assimilare alla lotta contro l’evasione fiscale. Che cosa resta? Ricorrere al vecchio motto di Talleyrand: «Soprattutto, non esagerare con lo zelo».

Secondo Bersani le contestazioni della comunità gay nei confronti di Bindi sono inaccettabili

E continua il corsivo:

Qualcuno si chiede ancora perché Rosy Bindi si dolga che questo Pd «non è percepito come vicino ai drammi della gente»?

Risponde Flavio Romani, presidente di Arcigay:

È un giochetto che ormai sa di muffa quello di mettere due argomenti in contrapposizione anche quando non esiste nessuna contrapposizione, un’urgenza infatti non esclude l’altra. È tutto urgente in un paese fermo, anche per pesanti responsabilità cattoliche, da oltre vent’anni.

Poi continua Romani, mostrando, però, anche lui, di far confusione tra unioni civili e matrimonio gay:

Su una cosa avete ragione, approvare il matrimonio gay in Italia sarebbe una svolta epocale al pari della lotta all’evasione fiscale e alla moralizzazione della vita pubblica. Sarebbe una svolta epocale anche perché finalmente darebbe un po’ di giustizia all’Italia dei cittadini onesti e delle persone discriminate. Evidentemente un’Italia così non vi piace.

A noi un’Italia con il matrimonio per tutti piacerebbe, ma non è certo quella che propone il PD che, lo ripetiamo per l’ennesima volta, ha nel suo programma delle unioni civili “alla tedesca”, cioè un istituto ghetto concepito solo per le coppie dello stesso sesso. Vogliamo un’Italia giusta? Allora si introduca il matrimonio per tutti.

Foto | Getty

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