Missionari condannano l'omosessualità in Uganda, ma lo Smug denuncia

L’Uganda stralcia la pena di morte dal disegno di legge che persegue l’omosessualitàIl noto giornale Die Zeit riporta con dovizia di particolari (fa piacere leggere lunghi e dettagliati reportage, pratica ormai sconosciuta alle testate d'Italia) la storia di Frank Mugisha, attivista gay, coraggioso e riconosciuto in altri Paesi, ma costretto a lavorare nell'ombra a Kampala. Proprio lì, dove le sue azioni sono fondamentali.

Direttore del Sexual Minorities Uganda (la sigla è SMUG), una federazione di organizzazioni di gay e lesbiche, Mugisha ha assunto la carica proprio nel momento in cui sempre più omosessuali in Uganda hanno cominciato a protestare contro la discriminazione.

A questa richiesta legittima, politici e pastori ugandesi avrebbero dichiarato una sorta di guerra culturale.

Manifestazione contro la legge antigay dell'UgandaCome riporta il giornale:

Smug raccoglie segnalazioni di sermoni domenicali, è chiamato per la caccia degli omosessuali, e dai ministri, che li descrivono come "terroristi". L'Associazione ha registrato la brutalità della polizia contro i gay e le lesbiche, (testimoniato da) articoli di giornale archiviati, ad esempio la pagina di un giornale tabloid ha pubblicato nel mese di ottobre 2010 Immagini, nomi e gli indirizzi dei "Homos Top dell'Uganda" con il titolo: "appendere". Un po 'più tardi uno dei fondatori di SMUG è stato trovato ucciso nel suo appartamento. "Sono sicuro", ha detto Frank Mugisha, "che è stato ucciso perché era gay.

Anche Queer ha parlato del disegno che si intitola The Anti-Homosexuality Bill, il documento, la carta dichiaratamente contro gli  omosessuali, però sta rivelando un imprevisto (e opportuno, direi) effetto boomerang, pensata per sedare l'omosessualità, considerata, “un attacco all'identità, africana, un residuo colonialista”, ha finito con il portare all'attenzione mondiale la questione, a far salire gli attivisti sulle barricate. Nelle prossime settimane il parlamento ugandese sarà chiamato ancora a discuterne. Se il documento passerà nella sua versione originale, tutti i cittadini sarebbero tenuti a denunciare gli omosessuali.

In  questa dinamica, così delicata, si intromette un pastore, famoso per le sue prediche show, Scott Lively, che proclama la religione non solo come l'unica cura per l’omosessualità, ma anche per - evidentemente associandole  - la tossicodipendenza e il consumo di pornografia. Il pastore di Springfield, ha tenuto alcuni dei suoi sermoni a Kampala, capitale dell’Uganda, prediche che non sono passate sotto silenzio e hanno registrato un vero effetto bomba. Frank Mugisha e lo SMUG lo hanno denunciato per un'ingiunzione e danni, facendosi rappresentare da avvocati del New York Center for Constitutional Rights. Questo perché  la legge civile americana consente alle vittime di violazioni dei diritti umani all'estero, di essere chiamati a rispondere delle loro responsabilità davanti a un tribunale americano.

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