Alcibiade, il generale libertino

Alcibiade

Il nome di Alcibiade inevitabilmente apre cerchi nella nostra mente, affiora, più o meno disordinatamente, dai nostri vecchi ricordi di scuola. Le citazioni nei libri di storia di solito riguardavano e riguardano però solo le sue iniziative politiche e militari, i suoi trionfi ed suoi rapidissimi rovesci di fortuna.

Poco si parlava (od addirittura si sorvolava) della sua nomea di gran libertino, di bisessuale dai forti appetiti; appetiti così noti ai suoi contemporanei che Aristofane stesso scrisse su di lui un’intera commedia oggi purtroppo andata perduta: "L’uomo dai tre falli".

Alcibiade del resto venne cacciato da Sparta (città in cui si era rifugiato dopo la rottura con i suoi concittadini) proprio perché aveva ingravidato la moglie di uno dei due re della città. Bellissimo, ardito e stravagante, l’indomabile generale fin dalla giovinezza fu guardato in tralice da una parte degli ateniesi che lo accusava di avere portato tra le mura di Atene un amore esagerato ed incontrollato per il lusso e gli eccessi. Venne ucciso in Frigia mentre inseguiva un manipolo di uomini che aveva dato fuoco alla sua abitazione.

Via | Queersinhistory

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