Niente da fare, gli ermellini hanno detto no. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un cittadino neozelandese, che domandava il permesso di soggiorno per riunirsi con il compagno gay italiano. I due hanno già sottoscritto in Nuova Zelanda un’unione civile e chiedevano di farla valere anche qui.
Per i giudici, invece, il permesso è un privilegio del marito o della moglie, non del convivente, dunque non può essere concesso a un partner gay; respinto anche il riferimento al Trattato di Lisbona, perché esso deve essere ancora ratificato da alcuni paesi europei (Irlanda) e non è entrato ancora in vigore.
Detto che la sentenza può avere una propria logica, certo i giudici di Cassazione non hanno neppure pensato di aggiungere un suggerimento al legislatore per consentire anche ai gay di sposarsi. Dal divieto di matrimonio, infatti, sorgono discriminazioni come questa subita dalla coppia protagonista della vicenda. L’unico modo per regolarizzarsi, infatti, è il matrimonio: basterebbe concederlo a tutti!
Wiser
19 mar 2009 - 19:23 - #1Vergogna! Italia paese del terzo mondo!
manmad
19 mar 2009 - 19:33 - #2vergogna! arcigay dove sei????
Subarista
19 mar 2009 - 20:26 - #3 (nascondi)W LA PHEEGA!!!!!
miradapositiva
19 mar 2009 - 21:14 - #4Purtroppo la Cassazione non ha potuto far altro che applicare la legge.
Peccato che i media non daranno assolutamente rilievo alla notizia.
Casi come questo dimostrano solamente come siamo un paese del terzo mondo.
Rikstyle
19 mar 2009 - 23:21 - #5Inutile, quando sparirà la chiesa sparirano tutti i problemi di questo mondo a partire dai gay fino ad arrivare alle tante cose su cui si tace tutti i giorni.
Da Maddaloni (CE)
20 mar 2009 - 00:35 - #6 (nascondi)E quante cose volete eh
cla
20 mar 2009 - 01:01 - #7mi mancava il commento di un troglodita di M erdaloni