Barcellona: nasce la prima camera di commercio LGBT

La nuova trovata della Spagna di Zapatero, che viene attuata per la prima volta in quel calderone di idee e di sperimentazioni che è la Catalogna, si chiama Camera di commercio LGBT.

Il governo socialista spagnolo ha infatti creato una camera formata da un gruppo di imprenditrici ed imprenditori lesbiche, gay, bisessuali e trans con finalità promozionale, di rafforzamento e sostegno di quelle aziende "con valori di diversità e inclusione". Fra gli obiettivi pricipali quello di migliorare la vita dei dipendenti omo e transessuali all'interno delle aziende e quello di educare le altre società ad assumere con naturalezza l'orientamento sessuale dell'imprenditore con cui vengono in contatto.

Il presidente della neonata camera José Vila ha espresso ottimismo sull'iniziativa, dichiarando di aver fino ad ora incontratonel prossimo interesse e disposizione al confronto. La camera ha inoltre espresso già le sue stime: la popolazione LGBT del paese iberico corrisponderebbe al 6,5% circa della popolazione del paese e sarebbe in grado, da sola, di spostare una cifra molto prossima a 72 miliardi di euro, quanto le Baleari e la regioni di Valencia messe insieme. Solo a Barcellona, una delle più ambite mete per i gay e le lesbiche europei, vivrebbero 100.000 cittadini arcobaleno.

Crudi ed apparentemente noiosi e ridondanti, i dati statistici, demografici ed economici, dovrebbero però forse far riflettere tutti, ed in particolare le menti del movimento, sulle reali e forti capacità di contrattazione che il popolo LGBT avrebbe se mettesse anche dalle nostre parti sul tavolo delle trattative per i propri diritti le proprie capacità di muovere una fetta importante dell'economia del paese.

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