A scuola di storia dell'omosessualità

Nell'apertissima Inghilterra in questi giorni ha alzato l'ennesimo polverone la decisione di alcuni genitori di ragazzi della scuola primaria di non mandare i propri figli a scuola per evitare che partecipassero ad un ciclo di lezioni sulla "storia dell'omosessualità".

I genitori, che giudicando le lezioni in questione più adatte a degli studenti di scuole superiori non mandavano i propri figli a scuola da una settimana, e che, in maggioranza cristiani ed islamici, hanno messo a scudo della loro decisione il loro credo religioso, ora rischiano multe ed azioni giudiziarie da parte del comune di Walthan Forest, ad est di Londra, dove abitano. Secondo l'ex premier Tony Blair quest'episodio è l'ennesimo esempio di quel "laicismo aggressivo" che si starebbe diffondendo in maniera preoccupante nel paese, non permettendo a chi vuole di manifestare liberamente la propria fede.

Senza contare che sarebbe opportuno capire se, parlando di storia e non di educazione sessuale, non abbia più senso parlare di "storia del movimento LGBT" piuttosto che di "storia dell'omosessualità", è interessante vedere il modo in cui alla prima imposizione si comporta chi solitamente dalla parte degli impositori. Insomma: sembra che da questa storia potremmo tutti dedurre una fondamentale regola di convivenza civile, non vi pare?

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