La legge russa contro la propaganda omosessuale protegge i cristiani

Sergey Viktorovich Lavrov, ministro degli esteri russo, ha sostenuto che la cosiddetta legge contro la propaganda omosessuale che si sta discutendo nel Parlamento del suo paese ha uno scopo ben preciso e cioè intende lottare conto la discriminazione della maggioranza cristiana! E noi tutti malpensanti a ritenere che si volesse vietare l’omosessualità! No, no: si vuole evitare che i cristiani siano discriminati…

La legge che vieta la propaganda omosessuale è stata fortemente criticata dall’ONU e da Frans Timmermans, ministro degli esteri dei Paesi Bassi, ma Lavrov ha le idee molto chiare in merito: secondo lui la Russia ha tutto il diritto di perseguire qualunque tipo di informazione positiva sulla realtà LGBT difendendo, così, la maggioranza cristiana.

La legge russa contro la propaganda omosessuale protegge i cristiani

Stando a Lavrov dalla depenalizzazione dell’omosessualità in Russia avvenuta nel 1993, la comunità lgbt del suo paese gode di tutti i diritti e può “dedicarsi alle proprie attività in totale liberà e senza punizioni”, però aggiunge che anche il paese deve rispettare i propri “valori morali, religiosi e storici” e pertanto aumentare le libertà del collettivo lgbt mette seriamente in pericolo i valori cristiani conservatori comuni alla maggioranza del paese. Naturalmente Lavrov ha affermato che vietare di parlare bene dell’omosessualità è anche un modo per difendere i bambini.

Tutto chiaro dunque: in Russi i gay sono liberi di fare quello che vogliono senza essere ostacolati o messi in carcere e la legge che vieta la propaganda omosessuale è un gesto di delicatezza dello stato verso chi la pensa diversamente e, soprattutto, verso i più piccoli.

Via | Dos Manzanas
Foto | Getty

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